«Sarah, lei è splendida». E in Pakistan è rissa

Fa i complimenti alla Palin: fatwa islamica contro il presidente Zardari

Il presidente del Pakistan Asif Ali Zardari fa il cascamorto con Sarah Palin, la vice candidata alla presidenza americana per i repubblicani e scoppia il finimondo. Un predicatore islamico emette una fatwa, un editto religioso, contro il capo di Stato. La stampa lo attacca, il popolo dei blog si scatena e anche le femministe lo criticano.
Lo «scandalo» ha inizio il 24 settembre, quando il presidente pachistano incontra la Palin a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Zardari la riceve in un salottino dell’hotel Millennium. Lei indossa un elegante tailleur scuro. Come sempre ha un certo fascino. Quando entrano i fotografi e le televisioni, Zardari si alza in piedi, stringe calorosamente la mano alla candidata ed esclama: «Lei è ancora più splendida dal vivo». E aggiunge: «Ora capisco perché tutta l’America impazzisce per lei». Quando un fotografo chiede ai due di stringersi la mano per la seconda volta, Zardari riparte all’attacco. «Se insiste potrei abbracciarla», dice con tono accattivante alla bella Palin.
Le prime reazioni arrivano dalla stampa della rivale India, che prende in giro Zardari. In Pakistan, ci si scatena su Internet. Shakir Lakhani sventola il Corano e stigmatizza: «Mi meraviglio che il presidente di una Repubblica islamica possa anche soltanto pensare di abbracciare una donna con cui non è strettamente imparentato». Adnan Siddiqi infila il coltello nella piaga: «Durante l’intero incontro, Zardari non si è mostrato afflitto per la morte di BiBi, come ha sempre pianto in ogni conferenza stampa tenuta in Pakistan». BiBi è l’acronimo di Benazir Bhutto, la defunta moglie di Zardari, ex premier pachistano, uccisa dai terroristi a dicembre. Il «vedovo allegro» finisce anche nel mirino di Mosharraf Zaidi, editorialista del quotidiano pachistano The News: «L’offensiva galante di Zardari nei confronti della signora Palin è in realtà un’offesa».
S’inalberano le femministe, come l’attivista per i diritti delle donne, Tahira Abdullah. Il peggio arriva con la preghiera del venerdì. Maulana Abdul Ghafar, un fanatico predicatore, si scaglia contro il presidente. Il sermone si tiene nella famigerata moschea rossa di Islamabad. L’anno scorso fu espugnata dall’esercito perché diventata covo degli estremisti filo talebani.
Il comportamento di Zardari è bollato come «intollerabile e vergognoso». Dopo il sermone, Ghafar emette la fatwa. Secondo il prete islamico, il presidente ha oltraggiato il Paese durante l’incontro con la vice grazie a «gesti indecenti, sozzi apprezzamenti e ripetute lodi a una donna non musulmana che portava una gonna troppo corta». www.faustobiloslavo.com