Sarah Scazzi, sul cellulare trovate impronte digitali Ris: "Di persone diverse"

Scoperta dei sul telefonino di Sarah Scazzi, uccisa lo scorso 26 agosto dallo zio, Michele Misseri. Proseguono le indagini sulle tracce telefoniche di diversi cellullari<br />

Bari - Nuovi particolari sull'inchiesta per la morte di Sarah Scazzi. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma hanno trovato tracce di impronte digitali di diverso tipo sul cellulare della ragazza. Lo si è appreso da fonti investigative. Il telefonino della quindicenne di Avetrana, uccisa dallo zio reo confesso Michele Misseri il 26 agosto scorso, venne consegnato ai carabinieri dall'uomo, privo di batteria, il 29 settembre. Misseri raccontò, per depistare gli investigatori, di averlo trovato casualmente vicino ad alcuni rami e foglie secche bruciate in un podere in cui aveva lavorato la sera prima. Il ritrovamento apparve subito molto strano agli inquirenti.

L'avvocato: Misseri si è pentito "Mi sono pentito mentre quel pomeriggio, dopo aver sepolto nel pozzo il corpo di Sarah, mi sono messo a bruciare i vestiti". Per la prima volta dal giorno del suo arresto, Misseri, accusato di aver ucciso la nipote, lo ha detto ieri al suo avvocato Daniele Galoppa. L'uomo ha raccontato di aver successivamente abusato del corpo della nipote prima di farlo sparire in fondo ad un pozzo, dove lui stesso 42 giorni dopo lo ha fatto ritrovare: ora è rinchiuso in una cella di isolamento del carcere di Taranto.

Il mistero continua Nonostante siano trascorsi 8 giorni dal ritrovamento del corpo di Sarah, ancora un velo di mistero insiste sulla tragica vicenda. Gli specialisti dei carabinieri stanno analizzando diversi numeri di cellulare che in qualche modo hanno potuto avere a che fare con questa storia. I cellulari esaminati dai militari del colonnello Giovanni Di Blasio, sono quelli di Sabrina, di Ivano, del padre di Sabrina (lo zio Michele) e di Mariangela. Da questi telefonini sono partiti una serie di sms il pomeriggio del 26 agosto, ma questi sms risultano cancellati dagli apparecchi, il lavoro dei carabinieri è quindi più complesso.

Dagli sms agli spostamenti Dalla ricostruzione degli sms si potrebbero, ad esempio conoscere gli spostamenti di Sabrina e del padre, che ha confessato l’assassino. Una cosa al momento pare certa, che i due quel pomeriggio, almeno fino alle 16,30 non fossero nella stessa zona, stando a quanto si rileva dalle celle telefoniche.