Saranno gli italiani delusi a dare la spallata a Prodi

Marco Palmisano

Una nuova via in ogni comune: via Prodi! Questo uno dei tanti slogan e titoli di manifesti che il Comitato promotore della grande manifestazione popolare del prossimo 2 dicembre a Roma sta facendo preparare. Basta dare un’occhiata ai due siti internet appena nati e già molto frequentati: www.scendoinpiazza.it e www.ilmortadella.eu. Si troverà ironia e stile che non nascondono insofferenza e grave disagio per il grande danno generalizzato che questo governicchio, il peggiore forse della storia della Repubblica, sta procurando al Paese, colpendo soprattutto i ceti medi e produttivi, unitamente ai giovani e alle famiglie; e anche il pentimento, seppur tardivo, del partito dei Pensionati, la dice lunga al proposito.
Alcuni giorni fa, carpendone qualche battuta in libera uscita, un quotidiano nazionale milanese riportava alcune frasi di Berlusconi tese a manifestare il proprio disincanto in relazione alla possibile prossima caduta di questo governo pateracchio. «Dureranno ancora almeno un anno, tenuti insieme dalla fame di potere e soprattutto da quella della pensione», avrebbe detto il Cavaliere, e poi, proseguendo, «manca un killer capace di far fuori Prodi». Se fosse sì, per il Cavaliere vorrebbe dire abbandonare la leadership del centrodestra e non ricandidarsi più a premier quando finalmente il popolo, deluso, potrà recarsi di nuovo alle urne. Ma non sarà così.
Innanzitutto il killer c’è, eccome! Ed è proprio il popolo italiano che, arrivati a questo punto, non ne può proprio più. Provate a fare un test molto semplice: in un qualsiasi bar, stazione, punto di ritrovo o luogo pubblico d’Italia chiedete cosa ne pensano del governo Prodi. Non ne troverete uno che ne parli bene, neanche a pagarlo! Non parliamo poi in taxi o sui tram: è tutto un coro di critiche. Neanche tra i suoi alleati politici di governo c’è poi molto entusiasmo, se non qualche timida e mal riuscita difesa d'ufficio. E anche la satira di sinistra, molto imbarazzata, non sa più che pesci pigliare e forse giunge il tempo in cui, finalmente, anche da destra inizino a farsi sentire di più gli autori, i comici, gli intellettuali, i giornalisti e gli opinion maker in generale, soprattutto in televisione: lo esige semplicemente la ragione e il buon senso! Sempre che la pregiudiziale ideologica non li accechi ancora una volta. Ma dove sono finiti adesso i Travaglio, i Benigni, i Biagi, i Celentano i Santoro? E il direttore del Corriere della Sera perché non sente, in coscienza, di chiedere scusa agli italiani per quella sua improvvida quanto disgraziata indicazione di voto per Prodi ai suoi lettori, poverini?
E allora, tornando al centrodestra, al suo leader naturale Berlusconi e alla manifestazione del prossimo 2 dicembre, offriamo in conclusione due semplici riflessioni.
La prima è che bene ha fatto il Cavaliere a far finta di volersi tirare indietro per un po’: vediamo chi ha ora il coraggio, nel centrodestra, di prendere l’iniziativa al suo posto con uguale carisma, intelligenza politica e fiuto popolare autentico. La seconda cosa è che l’eventuale e ancor più debole governo parlamentare che dovesse saltar fuori da una auspicabile caduta di Prodi non vedrebbe la responsabilità diretta del Cavaliere, e anche questo è un gran bene, sia in previsione del nuovo grande partito di centrodestra che nascerà per forza di cose, sia in vista di future nuove elezioni da svolgersi per la primavera del 2008. Lasciamo intanto, il prossimo 2 dicembre, al popolo in piazza a Roma saperci indicare con forza l’indirizzo, per il momento, della nuova via da seguire: via Prodi!
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