Saras cavalca l’onda nera: Moratti investe 1,2 miliardi

da Milano

Avanti soprattutto con la raffinazione e con una maggiore attenzione al marketing, ma con un occhio di riguardo per la produzione di elettricità con l’eolico e con più attenzione all’andamento del titolo: queste le linee guida del piano industriale 2008-2011 del gruppo Saras che prevede investimenti per 1,23 miliardi.
La Borsa ha apprezzato e il titolo ha chiuso con un guadagno del 2,76%, dopo aver sfiorato il 7% di crescita malgrado la tendenza negativa di Piazza Affari. Oltre metà degli investimenti previsti, 690 milioni, andrà alla crescita della raffinazione, mentre il restante sarà destinato alla gestione degli impianti esistenti. A beneficiarne sarà la raffineria di Sarroc, in Sardegna, la seconda per grandezza in Europa, che verrà convertita per utilizzare meglio i greggi e ridurre la produzione di olio combustibile. Oggi Sarroc lavora circa 15 milioni di tonnellate di petrolio all’anno. L’andamento non brillante del titolo ha spinto Saras ad annunciare recentemente un riacquisto di azioni a 18 mesi che è stato confermato nel piano, anche se con una certa flessibilità legata agli eventuali recuperi a Piazza Affari.
Il gruppo della famiglia Moratti prevede poi che gli investimenti siano finanziati per circa la metà dai flussi di cassa e per il resto con l’indebitamento: oggi l’esposizione verso le banche è praticamente nulla. Con un valore del capitale intorno a 1,5 miliardi Saras stima di arrivare a un indebitamento massimo di 7-800 milioni, forse meno se sarà confermato l’obiettivo di contenere l’esposizione verso le banche al 25% del capitale.
Un’accelerata verrà data al marketing: Saras, che già oggi produce una importante quota di gasolio per auto, punterà sul diesel e sulle aree in cui si prevede una forte crescita della domanda. In Spagna saranno quindi realizzati importanti depositi di gasolio nelle aree oggi poco coperte. Saras, comunque, continuerà a considerarsi una società «mediterranea», sia dal lato dell’approvvigionamento (i maggiori fornitori sono i Paesi del Nord Africa e del Caspio), sia da quello delle vendite. In Spagna verrà anche realizzato un impianto per la produzione di biodiesel miscelato con il gasolio tradizionale.