Saras, in rosso i conti del 2009 Salta il dividendo dei Moratti

Il 2009 sarà ricordato come l’annus horribilis: conti in rosso e fronte giudiziario più che mai in evoluzione per quanto riguarda l’incidente nella raffineria di Sarroch (Sardegna) del 26 maggio scorso in cui morirono tre operai. Saras, la società petrolifera della famiglia Moratti, è nell’occhio del ciclone: i dati economici registrano perdite per 54 milioni, mentre, oltre ai dirigenti sardi, potrebbero finire sul registro degli indagati anche i vertici milanesi del gruppo.
L’indiscrezione è riportata dal quotidiano L’Unione Sarda. Secondo il perito della Procura di Cagliari, infatti, l’infortunio mortale sarebbe «riconducibile anche all’organizzazione dell’attività lavorativa nella raffineria sarda».
I conti 2009: perdita netta «adjusted» di 54,5 milioni contro un utile di 327,2 milioni riportato nel 2008. Il bilancio, forse il più pesante della storia della Saras, è stato approvato ieri dal cda. Ancora più pesante il tonfo del titolo petrolifero a Piazza Affari (-6,39%, al minimo storico dalla quotazione del 2006) dopo la diffusione dei dati e soprattutto dell’annuncio che non ci sarà alcun dividendo, per la prima volta dalla quotazione.
«Tutti si aspettavano difficoltà nei margini di raffinazione - ha detto un operatore - ma non che fossero così bassi. I risultati - secondo il trader - sono brutti, e la mancata distribuzione del dividendo non è certo apprezzata dal mercato». Nella nota diffusa ieri dal gruppo, si legge che «principalmente per effetto dell’importante piano di manutenzione programmata e investimenti effettuati durante l’esercizio 2009, la posizione finanziaria netta al 31 dicembre era negativa per 533 milioni di euro, e comunque contenuta entro livelli di assoluto controllo». Un anno prima il negativo era di 333 milioni.
«Il 2009 - è il commento di Gian Marco Moratti, presidente di Saras - è stato molto difficile per l’economia mondiale. Il brusco calo della domanda di prodotti petroliferi ha portato a una marcata riduzione dei margini di raffinazione. Nel 2010, i consumi sono attesi in recupero grazie alla crescita economica prevista nei Paesi emergenti. I margini avranno una ripresa graduale, per via degli attuali livelli elevati degli inventari di prodotti petroliferi». Per il 2010, Saras prevede una forte riduzione degli investimenti che nel 2009 sono ammontati a 317 milioni (244,4 milioni per la raffinazione, di cui 50 milioni per ambiente e sicurezza).