Sardegna, bombe gemelle a casa di due sottosegretari Prodi: "Strategia criminale"

Sono identici gli ordigni
posizionati davanti alle abitazioni dei sottosegretari sardi del governo Prodi, Emidio Casula e Antonangelo Casula. Entrambe le bombe sono state disinnescate dagli artificieri. Il magistrato ha disposto una perizia, si segue la pista anarchica. La condanna del premier: "Grande rammarico per le intimidazioni"

Cagliari - Due bombe sotto casa di due sottosegretari sardi del governo. Sono identici gli ordigni posizionati davanti alle abitazioni dei sottosegretari sardi del governo Prodi, Emidio Casula (nella foto) e Antonangelo Casula. Anche la busta trovata davanti alla casa del sottosegretario all'Economia, nel Sulcis-Iglesiente, contiene un ordigno simile a quello collocato a Cagliari davanti all'abitazione del sottosegretario alla Difesa. Il pubblico ministero della direzione distrettuale antiterrorismo di Cagliari, Paolo De Angelis, ha disposto la perizia tecnica sugli ordigni. Il primo esame degli ordigni avrebbe permesso di accertare che sono stati realizzati dalla stessa mano, ma solo l'esame più accurato eseguito dai carabinieri del Ris consentirà di acquisire elementi più precisi.

Perizie e anarchici "Solo la perizia potrà dirlo - ha spiegato il comandante del Nucleo operativo del Comando provinciale di Cagliari, cap. Giuseppe Donnaruma - e ogni affermazione su presunti difetti nella realizzazione del circuito elettrico tra il timer e il detonatore è prematura e non ancora confermata". La prima "ipotesi di lavoro" sulla quale sta lavorando l'antiterrorismo è una matrice politica, legata ai gruppi anarco indipendentisti presenti sull'isola. Secondo gli esperti si tratta di due ordigni "simili", entrambi "non idonei ad esplodere". Per questo gli investigatori sarebbero propensi a pensare ad un "atto intimidatorio", una sorta di avvertimento, destinato probabilmente solo ad uno dei due sottosegretari ma, a causa dell'omonimia, sistemato sotto le abitazioni di entrambi.

Il premier "Apprendo con grande rammarico che gli episodi di intimidazione a esponenti di governo si sono estesi seguendo la logica della strategia criminale. Anche ad Antonangelo Casula e alla sua famiglia va tutta la solidarietà e la vicinanza mia e dell'esecutivo". Lo afferma il premier Romano Prodi in una nota. "La preoccupazione che questi atti possono generare non potrà fermare la determinazione di tutto il governo a continuare nella sua azione di servizio anche ai cittadini della Sardegna oltre che dell'intero Paese", conclude il presidente del consiglio.

Il primo Un ordigno esplosivo è stato disinnescato davanti all'abitazione cagliaritana del sottosegretario alla Difesa Emidio Casula. L'ordigno esplosivo è stato scoperto dai carabinieri della scorta del sottosegretario, che ha la delega del ministro Arturo Parisi per affrontare il problema delle servitù militari in Sardegna, quando sono andati a prendere l'uomo politico, che in mattinata doveva raggiungere Roma. Un sacchetto come quelli usati per la nettezza urbana ha insospettito i militari, che hanno fatto intervenire gli artificieri. Sotto l'involucro di plastica, gli specialisti hanno trovato due lastre metalliche fissate intorno ad un tubo pieno di esplosivo, forse gelatina. Il tutto era innescato, secondo quanto è stato possibile apprendere, con un detonatore elettrico collegato ad un timer. L'ordigno è stato disattivato e ora sono in corso gli esami per accertare per che ora era stato programmato il timer e se la bomba poteva esplodere. I carabinieri, in attesa della conclusione degli esami tecnici non escludono alcuna possibilità, compresa quella di un atto intimidatorio nei confronti del sottosegretario Emidio Casula, il quale sta gestendo il difficile rapporto con l'amministrazione regionale sul tema della presenza militare nell'isola. Il sottosegretario, in particolare, sta conducendo un'indagine conoscitiva voluta dal Governo nel tentativo di ridurre la pressione delle servitù militari in Sardegna, sulla quale gravano 24mila dei 40mila ettari di demanio militare italiano.

Il secondo Un ordigno esplosivo è stato scoperto a Bacu Abis, nell'iglesiente, davanti alla casa del sottosegretario all'Economia, Antonangelo Casula. Sul posto stanno intervenendo i Carabinieri del Reparto operativo provinciale di Cagliari e del Ris. A dare l'allarme è stata la moglie di Casula dopo aver ricevuto, non si sa se per posta o se l'ha trovato davanti all'ingresso, una busta. Secondo le prime informazioni, la donna ha detto che c'è dentro una sveglia con dei fili. Sul posto si stanno recando gli artificieri e i carabinieri del Ris per accertare se si tratti effettivamente, come pare, di un ordigno.

Il racconto "Ho visto questa busta strana con dentro un oggetto di ferro ma mai mi sarei aspettato che fosse una bomba". Il sottosegretario alla Difesa Emidio Casula racconta come si è accorto dell'ordigno davanti alla sua abitazione. "Stavo uscendo di casa verso le 8.50 per avviarmi all'aeroporto, quando - ha detto l'esponente del Governo - ho notato sulla soglia del portone questa busta con dei fili che uscivano. Ci siamo guardati negli occhi con il maresciallo dei carabinieri della scorta che mi ha bloccato dicendo che era meglio fare un controllo. Il militare si è accorto che si trattava di un ordigno e immediatamente ha chiamato gli artificieri". Emidio Casula si è detto estremamente sorpreso di quanto accaduto: "Non mi sarei mai aspettato un fatto del genere. Non ci sono indicazioni - ha aggiunto - per pensare a un episodio così poco simpatico. Io comunque continuerò a svolgere la mia attività anche se questo tipo di segnali non aiutano a vivere meglio. Sinceramente - ha concluso - ho sperato che fosse solo uno scherzo di cattivo gusto".