Sardegna, Cappellacci cambia la bandiera di Soru e cancella le tasse sul lusso

Parte da due provvedimenti simbolo la rivoluzione del neo governatore: si torna allo «stemma identitario» del 1952, abolite le imposte su imbarcazioni e aerei privati e sul soggiorno dei turisti. Istituito un fondo di garanzia etico per le fasce più deboli

Signori si cambia. All'urlo di «si torna all'identità», Ugo Cappellacci il neo governatore della Sardegna cambia lo stemma della Regione: la Giunta ha deciso di ripristinare quello concesso con un dpr del 1952 e sostituito negli ultimi quattro anni e mezzo dall'amministrazione guidata da Renato Soru con l'immagine della bandiera dei Quattro mori. E, fra le proteste del suo predecessore, cancella le «tasse sul lusso».
Definito da Cappellacci «patrimonio identitario che per portata storica e valenza simbolica contribuisce a preservare la memoria e dà continuità al patrimonio archivistico dell'amministrazione», l'antico stemma sarà ripristinato in tutti gli atti interni ed esterni della Regione e anche nel portale istituzionale, nei siti tematici e negli speciali, oltre che in tutte le produzioni grafiche «che contraddistinguono le attività di comunicazione istituzionale dell'ente, quindi in fiere, rassegne, convegni e mostre a livello nazionale e internazionale.
Quanto alle tasse, l'abolizione è prevista dalla manovra finanziaria regionale per il 2009, 8 miliardi 329.652 milioni di euro, che l'assessore al Bilancio Giorgio La Spisa ha definito «una finanziaria di inizio legislatura che tiene conto del lavoro fatto nelle ultime settimane e del contributo importante delle parti sociali».
Dei quattro articoli di cui è composta, il secondo prevede l'abrogazione delle cosiddette «tasse sul lusso», sulle imbarcazioni e gli aerei privati che fanno scalo in Sardegna d'estate, e la tassa di soggiorno per i turisti, istituite nella precedente legislatura. Il disegno di legge, che dovrà essere approvato entro la fine di aprile, è indirizzato prioritariamente a fronteggiare l'emergenza sociale e occupazionale, oltre ad assicurare un forte sostegno alle imprese.
Nei prossimi mesi, invece, l'amministrazione regionale lavorerà su un disegno di legge integrativo, da approvare entro giugno, che regolerà le materie non comprese nella prima fase della manovra, cioè situazioni non di particolare urgenza o che richiedono maggior confronto per la loro natura più controversa. In particolare, sul piano sociale, la Giunta ha previsto un fondo di garanzia etico per supportare le famiglie delle fasce più deboli, mentre in campo occupazionale saranno garantiti a lavoratori e imprese misure di sostegno quali contratti di solidarietà e contributi in conto occupazione. La finanziaria, che si presenta «snella», è costituita da 4 articoli: il primo contiene disposizioni di carattere istituzionale e finanziario, il secondo prevede norme in materia di entrate, il terzo dispone primi interventi a favore delle politiche sociali, mentre l' ultimo articolo è dedicato alle disposizioni a favore del sistema produttivo isolano. Cappellacci ha espresso «soddisfazione e fiducia per l'approvazione del disegno di legge» e ha auspicato «senso di responsabilità del consiglio regionale che, nel massimo confronto possibile, assicuri in tempi rapidi un bilancio alla Sardegna».
Degli oltre 8 miliardi della manovra, circa 1,2 sono destinati alla contrazione di mutui per far fronte con 700 milioni di euro al disavanzo e con 500 milioni a investimenti che sostituiscono le anticipazioni.