Sardegna, al via i rimborsi della tassa sul lusso: 30 milioni di euro

Ai
contribuente (sono 37mila) sarà inviato un avviso con le modalità di rimborso. Per un periodo non superiore a 5 mesi, si potrà riscuotere il credito presso lo sportello più vicino del Tesoriere regionale, Banca Unicredit

Cagliari - La Giunta regionale della Sardegna ha approvato la delibera che impartisce le direttive per rendere più semplice, rapida e sicura la liquidazione delle somme versate nelle casse regionali per le tasse sulle seconde case a uso turistico e per le plusvalenze derivanti dalla compravendita degli immobili nella fascia dei tre chilometri dal mare.

Dopo la bocciatura da parte della Corte costituzionale della cosiddette «tasse sul lusso» la Regione dovrà restituire a circa 37 mila contribuenti quasi 30 milioni di euro. «Il nostro intendimento - ha detto l’assessore regionale della Programmazione Eliseo Secci - è quello di restituire i soldi ai contribuenti nel più breve tempo possibile e nella forma più semplice. Dobbiamo farlo per un fatto di onestà e di correttezza nel rapporto con i cittadini. E possiamo perchè la legge di bilancio approvata il 5 marzo scorso prevede il trasferimento delle somme derivanti dalle tasse cancellate dalla sentenza della Consulta nel capitolo 'rimborso dei tributi indebitamente percetti'».

La delibera prevede che a ciascun contribuente sarà inviato un avviso con le modalità di rimborso dei crediti tributari in questione, divisi in quota capitale e quota interessi. La procedura individuata prevede che il contribuente, per un periodo non superiore a cinque mesi possa riscuotere presso lo sportello più vicino del Tesoriere regionale, Banca Unicredit, il rimborso delle tasse sottoscrivendo un’istanza che vale anche come quietanza. Trascorso il periodo di cinque mesi gli eventuali creditori possono chiedere quanto loro dovuto mediante le ordinarie procedure di rimborso. Per i crediti superiori ai 10.000 euro si applicano comunque le ordinarie procedure di rimborso, in virtù delle disposizioni di cui all’art. 48 bis del D.P.R. 602/73 che prevede apposite verifiche fiscali nei confronti dei creditori da eseguirsi presso Equitalia Spa.