Sardegna, quindicimila voti bastano a decidere la sfida

Con la Liguria, l’Abruzzo e la Calabria, la Sardegna è una delle regioni più in bilico, perché anche qui lo scarto fra i due schieramenti maggiori è minimo, al di sotto del 2 per cento. Alle elezioni politiche del 2006 fu il centrodestra ad aggiudicarsi la regione, ma per solo 15.982 voti, l’1,6 per cento. Se il Pdl confermasse il risultato, i seggi sarebbero distribuiti così: su 9 totali, 5 sarebbero del Pdl e 4 del Pd, là dove il premio di maggioranza è appunto di 5 senatori.

Anche qui, pesa l’incognita delle formazioni minori, soprattutto Unione di centro e Sinistra arcobaleno. In gioco ci sono da uno a tre seggi, a seconda se queste formazioni riusciranno a superare la soglia di sbarramento dell’8 per cento necessaria per totalizzare almeno un seggio al Senato. La sfida fra Pdl e Pd è all’ultimo voto «utile». La campagna elettorale è volta a evitare la dispersione dei consensi sulle liste minori, e ognuno dei due schieramenti maggiori punta ad accaparrarsi il premio di maggioranza, prestando molta attenzione a quel milione scarso di elettori che pure risulta determinante per la governabilità del Paese.