Sardegna, sarà Cappellacci a sfidare il dimissionario Soru

LA SFIDA Messe a punto anche le liste elettorali per il proporzionale. Lo slogan: «Vedere lontano»

È Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, il candidato Governatore del Popolo delle libertà che sfiderà Renato Soru alle elezioni del 15-16 febbraio per il rinnovo del Consiglio regionale della Sardegna. La decisione è arrivata ieri sera, poco dopo la messa a punto delle liste elettorali per il proporzionale. Nel pomeriggio il coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini, il «reggente» di Alleanza nazionale Ignazio La Russa e i dirigenti regionali del Pdl hanno messo a punto le liste per il proporzionale alle consultazioni regionali. Poi le hanno inviate a Silvio Berlusconi insieme a una rosa di possibili candidati alla presidenza. La scelta è caduta su Cappellacci, dottore commercialista prestato alla politica. L’esponente del Pdl ha già scelto lo slogan: «Entusiasmo, senso di responsabilità e ottimismo. Vedere lontano e pensare al futuro».
A sinistra ancora turbolenze. Il Pd presenterà di nuovo il governatore uscente Renato Soru. E per blindare la sua candidatura Walter Veltroni ha commissariato la federazione locale del partito. Ieri l’ufficializzazione: Francesca Barraciu si è dimessa da segretaria regionale del Partito democratico sardo e si è insediato, come previsto, Achille Passoni senatore Pd ed ex sindacalista Cgil.
Ma sul voto ancora aleggia il rischio di un «terzo polo», fatto dagli scontenti del centrosinistra. Ad animarlo potrebbe essere Antonello Cabras, ex segretario regionale del Pd, che ha aperto lo scontro con Soru, determinandone le dimissioni. Giorni fa Cabras rese noto un sondaggio dal quale emergevano tutte le difficoltà del centrosinistra, sotto di 13 punti rispetto al Pdl. Ragione sufficiente, secondo l’ex esponente Ds fassiniano, per rinviare le elezioni. Soru si è rifiutato e sono state fissate le elezioni. Il rischio scissione non riguarda solo la Sardegna. Anche a Firenze si parla di una «Lista Cioni», animata dall’assessore «sceriffo», ormai in rotta di collisione con il Pd. Scissione già avvenuta a Prato, dove l’ex assessore alla sicurezza del Comune Aldo Milone, ex Pd, si è candidato a sindaco, appoggiato da una lista civica.