Sardegna, sequestrata la barca di Benigni

Il gozzo del premio Oscar era in una zona riservata alla balneazione, nell'arcipelago della Maddalena. Per l'attore anche una denuncia per "occupazione di demanio"

È il caso di dire: Benigni colpito e affondato. Sapevamo che prima o poi sarebbe successo. Dagli e dagli, il toscanaccio ha fatto la bischerata. E grossa. In effetti la notizia è di quelle che ti fa saltare sulla sedia: «Sequestrata la barca di Benigni in Sardegna». Ma come: Benigni Roberto? Quello del premio Oscar, de La vita è bella, della Divina commedia in Tv, insomma il grande cantore dell’amore, si mette nei guai con la giustizia? Leggendo l'agenzia di stampa capisci subito che sì: siamo davanti a un fatto da cerchiare e ricerchiare in rosso sul calendario. Senti qua: «Un gozzo di legno di proprietà di Roberto Benigni è stato sequestrato dalla Guardia costiera nell'arcipelago della Maddalena, in Sardegna. Le barche erano ormeggiate abusivamente sul fondale, in un'area riservata alla balneazione».

Insomma, un reato da fare «schifo ai lombrichi ignudi» come direbbe lui. Perché, per chi non l'avesse capito, «il piccolo diavolo» ha parcheggiato il barcone proletario in mezzo ai bambini che nuotano. Come dire, se l'è dimenticato. Sai com'è, Sono sbadati questi uomini di spettacolo. Ti pare? È un peccato che val bene un paio di show in prima serata, sebbene per ora non si registrino risposte da parte del diretto interessato. Evidentemente è con l'acqua alla gola, e comprendiamo bene: non è facile, per i fustigatori di professione, scendere dal piedistallo, chinare il capo, e tirare - per restare in tema - i remi in barca. Senza contare la reazione del maestro. Ma sì, il sommo poeta: cosa mai direbbe dinanzi a questo scempio il grande Dante? Non sappiamo in quale girone infernale finiscano gli ormeggiatori abusivi, ma certamente dev'essere bello profondo. In ogni caso, in attesa del giudizio divino, Benigni fa i conti col giudizio terreno. Per lui, oltre al sequestro della barca, è scattata la denuncia per «occupazione abusiva di demanio marittimo».

Magari il giullare non finirà al caldo dell'inferno, e nemmeno al fresco della galera. Ma certo si tratta d'una macchia che gli resterà sul gozzo, per parecchio tempo, al comico dei buoni sentimenti e delle cattive abitudini. Che poi, a voler ben vedere, non è la prima volta che cade in fallo: già l’anno scorso, durante uno spettacolo romano, i vigili urbani scoprirono una trafila di manifesti abusivi con il suo faccione stampato sopra. Ma oggi con lo svarione marittimo possiamo ben dire che l’ultimo grande predicatore è calato a picco con le sue prediche. Avevamo appena finito di stupirci, alla vista dell'irreprensibile ministro Visco alle prese con un dammuso abusivo a Lampedusa. Avevamo appena fatto il callo alla vista d'Adriano Celentano che firma contratti miliardari con la Rai. Avevamo appena finito d'indignarci, alla vista del moralistissimo Fabio Fazio che si fa raccomandare per saltare la naia. E adesso, patatrac: il Robertaccio nazionale inciampa sul gozzo abusivo. Che dire: ora l'unica speranza è che tutto ciò gli serva da lezione, a lui così bravo ad impartirle.

Perché, in caso contrario, è bene essere severi: se farà finta di nulla, un bel pernacchione non glielo leva nessuno. Ma non vogliamo credere che possa arrivare a tanto. Dunque un consiglio al mago della risata: onde evitare di andare definitivamente a fondo come il suo amato gozzo, Roberto nostro eviti di strafare con le prediche. Abbia il buon cuore e la sensibilità di fare attenzione a dove mette la lingua. E soprattutto, la barca.