La Sardegna tartassa e a Portofino tornano i Vip

La tassa Soru? «Che Dio la benedica», dicono sorridendo sotto i baffi gli operatori marittimi della Liguria e in particolare a Portofino dove al 31 luglio la presenza di yacht e megayacht superiori ai 30 metri è aumentata del 16 per cento rispetto al 2006, anno in cui già si era registrato un incremento del 15-20 per cento sul 2005. Insomma a Portofino tornano i Vip che snobbano la Costa Smeralda e il resto della Sardegna dove dobvrebbero pagare un pesante balzello.
L’entrata in vigore della legge voluta dal presidente della Regione Sardegna Renato Soru, che impone alle imbarcazioni in arrivo nei porti sardi una tassa fino a 15 mila euro, continua a farsi sentire sul resto delle coste italiane. Ma a differenza di quelle sarde, con effetti più che positivi. «Qui a Portofino ogni giorno c’è la lista d’attesa per far entrare le barche in porto - dice Massimiliano Pesto, titolare dell’agenzia marittima Pesto a Genova -. Questa tassa non ha portato bene ai mega yacht. Non si capisce a chi deve essere pagata e l’utente straniero non ha ben chiaro cosa fare».
Così italiani, ma soprattutto stranieri con un’alta percentuale di inglesi e russi hanno deciso di trascorrere le loro vacanze nel borgo marinaro più famoso d’Italia, dove - anche grazie ad una riorganizzazione dei servizi portuali della nuova marina - sembra essere ritornato il bel mondo. «La maggior parte dei turisti ha scelto il nuovo “triangolo delle Bermuda”: Portofino, la Costa Azzurra e Capri - spiega Renato Azzara, responsabile della Sardinia Yacht Services di Porto Cervo -. La gente, specialmente i privati, non viene per principio oppure fa il bagno e se ne va. È un’imposta iniqua che non serve a niente. Abbiamo calcolato che il gettito che arriva alla Regione è di 4/5 milioni di euro all’anno, con una perdita dell’indotto 10 volte superiore».