«Saremo in dodici, Antonio è con noi»

L’allenatore Ramos: «Nessuno si è tirato indietro, ma pensiamo anche ad Atene»

Nostro inviato a Montecarlo

Tutti per Antonio, Antonio per il Siviglia. «Giocheremo in dodici», sostiene il presidente Del Nilo, e forse ha proprio ragione lui. In Spagna parlano di miracolo per quell’abbraccio tra i dirigenti dei due club di Siviglia, divisi dal rancore oltre che dalla concorrenza, e attendono la serata di Montecarlo per raccontare dell’impresa di Antonio. Antonio Puerta, il grande presente della Supercoppa diventata improvvisamente una partita diversa. Piena di ansie, di angosce e anche di incredibili intrecci. «Lo sentiamo al nostro fianco», sostiene Juande Ramos, l’allenatore del Siviglia, l’autore del piccolo grande miracolo calcistico andaluso. Tutti per Antonio significa andare all’iniziativa delle due squadre che stasera in campo si presentano con una maglia speciale, particolare: sotto ciascun nome e numero ci sarà una scritta in più, Puerta. Abbiamo ben volentieri accettato la decisione, fanno sapere dall’ufficio stampa del Milan prima di lasciare il forum Grimaldi subito dopo il sorteggio. «Antonio ce lo porteremo nel cuore per sempre, sarà al nostro fianco», ripete Ramos, l’allenatore che durante la conferenza-stampa corre il rischio di fermarsi, di restare intrappolato nell’emozione, tradito dal pianto.
Di sicuro succede qualcosa di diverso rispetto alla tradizione. Succede che tutto il Siviglia si raduna al centro dello spelacchiato prato dello stadio e tutti insieme si guardano negli occhi. «Ho chiesto ai ragazzi: c’è qualcuno che non se la sente di giocare?» fa sapere l’allenatore. La risposta è una sola, in coro. «Non ci tiriamo indietro», rispondono. «Deciderò lo schieramento sulla base della risposta psicologica, non fisica dei miei. Non so come reagirà la squadra, è la prima volta che ci capita di vivere una tragedia del genere», insiste Ramos. E continua a reclamare la presenza di Antonio, al suo fianco, prima di rendere omaggio al Milan e alla sua disponibilità a spostare la data della Supercoppa. «Il Milan ha dimostrato una grande disponibilità e confermato tutta la sua classe», la frase del tecnico che continua a pensare alla partita, «se il Milan sbaglia la gara possiamo batterlo». E a pesare anche il futuro. «Perché - spiega in modo didascalico - devo anche pensare ad Atene, alla sfida di lunedì che decide sulla nostra partecipazione alla prossima Champions». Come dire: Atene conta più di Montecarlo. Ma questa sera c’è Antonio Puerta che gioca col Sivigilia, per l’ultima volta. Forse. «Saremo in dodici», ripete il presidente.