«Saremo duri, ma niente galera»

«Siamo pronti a tutto per combattere il doping, ma nessuno deve finire in galera». Così Dick Pound, presidente dell'Agenzia mondiale antidoping (Wada). Da una parte c’è infatti il Cio, che evidenzia la necessità di armonizzare regole e sanzioni, dall'altre le leggi italiane, che prevedono sanzioni penali. Il compromesso, al quale si è giunti pochi giorni fa, prevede che il Cio sovrintenda allo svolgimento dei 1.200 controlli (il 72% in più rispetto a Salt Lake, i primi 101 effettuati a Torino hanno dato esito negativo). Le leggi italiane, intanto, rimarranno in vigore. «Il sistema giudiziario - dice Pound - non deve essere l'ultimo arbitro in ambito sportivo... Queste Olimpiadi non sono un evento italiano: sono una manifestazione mondiale».