«Saremo l’approdo dei clandestini L’Europa va in direzione opposta»

L’ex sottosegretario all’Interno, Mantovano (An): «Il centrodestra aveva risolto l’emergenza»

Roma - «Con la legge Amato-Ferrero l’Italia diventerà il luogo di approdo di tutti i clandestini. Soprattutto ora che altri paesi europei, la Francia, la Gran Bretagna e anche la Spagna di Zapatero, fanno scelte di rigore».
L’ex sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano di Alleanza nazionale, ricorda al governo Prodi che la politica «non è un fatto nazionale». Il disegno di legge di riforma della legge Bossi-Fini sull’immigrazione, firmato dai ministri Giuliano Amato, Interno, e Paolo Ferrero, Solidarietà sociale, e appena varato dal Consiglio dei ministri rischia una sonora bocciatura da parte di Bruxelles.
Senatore Mantovano, il ministro Amato sostiene la necessità di riformare la Bossi-Fini perchè proprio i meccanismi di questa legge avrebbero provocato un aumento dell’immigrazione clandestina.
«La Bossi-Fini non è certamente la Costituzione e dunque concordo sulla necessità di rivederla in alcuni suoi punti. Ma non è stata un fallimento. Ricordo ad Amato la situazione di emergenza nella quale si trovava il paese rispetto al fenomeno dell’immigrazione. Situazione che grazie alla Bossi-Fini ha trovato una rapida soluzione: regolarizzazione ed emersione dal lavoro nero di 650.000 clandestini; azzeramento degli sbarchi in Puglia e in Calabria e naturalmente effettività delle espulsioni. Superata l’emergenza si poteva passare ad una seconda fase che però col governo Prodi non è mai arrivata. Il paese è ripiombato nell’emergenza. Prima di criticare Amato si ricordi delle file davanti alle questure provocate da un decreto flussi mal gestito».
Come valuta il ddl Amato-Ferrero?
«Prima ancora del merito critico il metodo. La Bossi-Fini seguì un iter parlamentare conflittuale ma ci fu il tempo ed il modo di valutarla ampiamente da parte delle Camere. La Amato-Ferrero invece si presenta come una legge delega che può essere stravolta con i decreti delegati. Oltretutto Amato cerca di far passare come novità principi già contenuti nella legge del centrodestra».
Ovvero?
«Gli ingressi privilegiati, l’apertura ai lavoratori qualificati fuori dalle quote, sono previsti e definiti da una serie di norme già nella Bossi-Fini. La programmazione triennale dei flussi pure era già prevista, fermo restando che i decreti devono essere annuali perchè certo non possiamo avere certezze sui flussi fino al 2010».
Il ritorno dello sponsor però è una novità: quando eravate al governo lo avevate abolito.
«Infatti era meglio che non ci fosse. Che cosa succederà con lo sponsor? Si istituzionalizzerà l’illecito. Un esempio? Il piccolo imprenditore, magari un autorevole cinese, fa da garante per i suoi connazionali, paga loro il viaggio fino in Italia e poi li sfrutta per ripianare il debito che hanno nei suoi confronti. È un meccanismo che troppo facilmente si presta al ricatto e alla strumentalizzazione. In sostanza si arriva all’arbitrio dei singoli immigrati che decideranno chi far venire e chi no».
Anche lo smantellamento di alcuni centri di trattenimento e la trasformazione di altri in centri di accoglienza è una novità.
«Su questo fronte, quello delle espulsioni, Amato racconta delle favole. Si parla di rimpatrio volontario. Ma qualcuno può veramente credere che uno straniero dopo aver pagato 5000 euro e aver affrontato un viaggio in cui spesso si rischia la morte sia disposto a tornarsene a casa “volontariamente”? Mi chiedo davvero come faranno ad espellere qualcuno. Voglio ricordare ad Amato che i centri di permanenza e trattenimento, i cosiddetti Cpt, sono stati istituiti con la legge Turco-Napolitano. Il centrosinistra ha la memoria troppo corta».
Che farete? L’ex ministro Giulio Tremonti minaccia già un referendum abrogativo.
«Se questo testo diventerà legge si adotteranno tutte le misure necessarie per fermarlo. Intanto dovrà superare lo scoglio del Parlamento dove sono certo che anche la parte moderata dell’Unione avrà parecchio da ridire sul ddl».