Sarkò a Strasburgo, un successo fra battute al veleno e risate

Risate e qualche replica piccata nel dibattito dopo il suo intervento in aula a Strasburgo per il discorso di chiusura al semestre Ue a presidenza francese. E anche Sakozy ha riso...

Che Sarkozy celebrasse la fine del semestre di presidenza francese nell’aula di Strasburgo, ricordando i suoi tanti meriti nell’essere stato capace di bloccare la crisi georgiana, per aver predisposto una risposta rapida alla crisi finanziaria, per il varo del complesso pacchetto energia-ambiente e per avere in qualche modo sciolto il nodo irlandese, era pressoché scontato. Molti gli applausi rivolti all’inquilino dell’Eliseo che ha ringraziato un po’ tutti, dagli europarlamentari, a Barroso, a Merkel e Berlusconi.

Quello che ha invece stupito è stato il tono di alcune repliche al suo discorso che la stampa ha colto solo in parte. Hanno riso in parecchi, ad esempio, quando il capo dei liberali (Alde), l’inglese Pat Cox ha parlato di qualità del suo lavoro “quasi fiabesca” visto che, “riuscito a cavalcare sul suo destriero per bloccare la guerra in Caucaso” e “trasformatosi in ranocchio per farsi baciare dalla Merkel” si è avviato poi tranquillo ad un atteso “lieto fine”. A Cox però non son piaciute le troppe concessioni a Dublino per farla decidere a nuovo referendum. “Anche se capisco – ha soggiunto – che per un erede di Enrico IV per il quale Parigi valeva bene una messa, alla fin fine Dublino può valere un commissario…”.

Risate anche quando il presidente dei socialisti (Pse), il tedesco Schulz ha ammesso che Sarkozy ha in effetti cambiato l’Europa. “Pensi – gli ha detto – che dopo aver ricevuto me e Cohn Bendit all’Eliseo, siamo risaliti in macchina e io ho dovuto dire a Dany: guarda un po’ te la presidenza francese, nel ’68 era la polizia che ti inseguiva, ed ora sei tu a correre dietro ai poliziotti motociclisti!”. L’ex-rivoluzionario, chiamato all’epoca Dany il rosso, non deve aver gradito troppo la rivelazione. Perche arrivato il suo turno (è il presidente del gruppo dei verdi) ha scaricato una valanga d’accuse su Sarkozy, colpevolizzandolo per aver fatto dell’Europarlamento “un Viagra dei governi” per convincerli a varare il pacchetto ambiente e per aver detto all’inizio del suo mandato che “l’unanimità ammazza la democrazia” ed alla fine di esser soddisfatto che grazie alle mediazioni tutti avevano aderito al suo progetto “Lei è una trottola!” è esploso Cohn Bendit. Sarkozy ha riso.
Ed è andato avanti per la sua strada.