Sarko e Ségo primi solo con il trucco

Parigi - Lui ha 52 anni, lei 54; eppure entrambi sembrano quarantenni e in gran forma. La metamorfosi di Ségolène Royal è addirittura miracolosa. Cinque-sei anni fa era molto più brutta di oggi: aveva i denti lunghi, indossava gonne lunghe e banalissime magliette a fiori, portava occhialoni da vista (è miope) enormi e fuori moda, anziché pettinarsi raccoglieva i capelli frettolosamente dietro alla nuca con un mollettone; il volto appariva appesantito, rugato e con un accenno di pappagorgia. Anche Sarko era diverso: aveva il collo adiposo, la pancetta, le borse sotto gli occhi, i capelli sale e pepe, l’aria sempre affaticata.
Oggi lei sembra un cigno ed è considerata una delle dieci donne più sexy del mondo; lui un politico aitante e uno dei tre uomini più chic di Francia. Il trucco, naturalmente, c’è. La Royal si è affidata al mago della chirurgia estetica, il cileno Christian Chams, che dopo aver rimesso a nuovo Catherine Deneuve, qualche anno fa, è diventato il beniamino delle star. Ségolène, secondo le indiscrezioni trapelate dal suo staff, si sarebbe sottoposta alla terapia più costosa: dapprima un lifting che permette di ridare elasticità al volto in modo apparentemente naturale; poi 4-5 sedute di mesoterapia, una tecnica a base di mini-punture eseguite con una piastra munita di minuscoli aghi. Si tratta di un cocktail di una cinquantina di vitamine iniettato in meno di 30 minuti, a mille euro a seduta, ed è arricchito con antiossidanti, rame, zinco e silicio. Poi è necessario sottoporsi a ritocchi di conservazione due volte all’anno. Il risultato è garantito.
Ma il bisturi non bastava a Ségolène, che doveva correggere gli altri difetti fisici e cambiare look. Primo passo: al posto degli occhiali ha optato per le lenti a contatto, anche perché, come ha rilevato perfidamente il settimanale satirico Canard Enchainé, «un candidato che non vede oltre il proprio naso, per quanto lungo, non piace agli elettori». Poi la socialista si è dotata di una nuova dentatura, finalmente perfetta, e per di più gratis, visto che le spese dentistiche in Francia sono a carico del contribuente. Infine la Royal ha cambiato stile, seguendo i consigli del suo esperto di comunicazione, Natalie Restoin, che un giorno l’ha portata a far shopping in due boutique del boulevard Saint-Germain: via i gonnoni da militante ecologista, sì alle gonne appena sopra il ginocchio, ai tailleur ben aderenti portati sopra top discreti. Natalie le suggerisce di portare scarpe con i tacchi, perché più alla moda e perché la fanno apparire più alta del suo metro e sessantotto centimetri. Quando va in visita a Santiago, Ségo rimane colpita dagli abiti bianchi del presidente Michelle Bachelet e decide di imitarla: da quel giorno il bianco diventa il suo colore preferito, simbolo rassicurante di purezza e di pace. Il tailleur diviene la sua divisa, con un filo di trucco. Tende a mettere gli stessi capi, ma questa ripetitività, che in Italia sarebbe controproducente, è voluta, per dimostrare agli elettori di sinistra che la loro candidata non può permettersi un guardaroba troppo ricco, come accade alla francese media. È una bugia, considerati i suoi stipendi, ma il messaggio passa.
E Sarkozy? Anche lui, a quanto pare, si è sottoposto a trattamenti di chirurgia estetica, meno intensi di quelli di Ségo, ma assai utili per rinfrescare il volto. Poi si è imposto un drastico regime alimentare: niente alcolici, pochissimi carboidrati, con una sola eccezione, il cioccolato, di cui va matto. A Nicolas è sempre piaciuto andare in bicicletta, ma recentemente si è convertito al footing, che fa bruciare più calorie; e correndo la pancetta sparisce. Durante l’estate 2005 viene fotografato in costume da bagno, la forma è accettabile, ma certo il petto e le braccia sono tutt’altro che muscolosi. Un anno dopo l’evoluzione è strepitosa: in spiaggia Sarko sfoggia bicipiti e pettorali ben modellati. Potere della ginnastica e, probabilmente, anche degli anabolizzanti.
È Cecilia a rinnovare il suo look. Quando parla in pubblico Nicolas tende a traspirare abbondantemente: dunque predilige le camicie bianche, che fanno vedere meno il sudore. Indossa abiti blu o neri a righe, con cravatte dai colori sobri; il pantalone sempre senza risvolto, le scarpe esclusivamente italiane, con tacco pronunciato per sembrare un po’ più grande, lui che certo altissimo non è. Nel tempo libero preferisce i jeans portati con una polo a maniche corte. Il suo vezzo sono i capelli: li tinge di nero e li pettina impeccabilmente. Sarkozy adora essere perfetto. Soprattutto domani. Che c’è il faccia a faccia in tv con Ségo.