«Sarko» euforico suona la carica I sondaggi lo danno già vincente

nostro inviato a Parigi

Euforico e convincente. Sarkozy ci crede: quel 30% di voti ottenuti al primo turno può portarlo all’Eliseo. E un primo sondaggio per il ballottaggio lo dà già vincente con ampio margine. Ieri poco dopo l’annuncio dei risultati ha parlato a Parigi di fronte a una folla di sostenitori in delirio. Un discorso breve e convincente. Ha giocato d’anticipo, Sarko. Da un lato ha lanciato un appello a Ségolène auspicando un confronto elettorale leale, senza colpi bassi «finalmente incentrato sulle proposte politiche», dunque sollecitandola a non proseguire nella campagna denigratoria condotta nell'ultima settimana. Sa che questo suo appello non verrà accolto: la Royal può vincere solo se mobilita i francesi all’insegna del «fermiamo Sarkozy». Intanto, però, il leader di centrodestra ha iniziato a indossare i panni, per lui insoliti, della vittima.
D’altro canto ha calibrato il messaggio per conquistare gli elettori moderati che ieri hanno preferito Bayrou. Con toni accorati, si è rivolto «a tutti coloro che soffrono nella vita: ai malati, agli anziani, agli handicappati, ai poveri», promettendo di «dar loro speranza». Ha descritto «una Francia che non abbandona nessuno, che si comporta come una grande famiglia che sa amare e farsi rispettare». Un Sarkozy rassicurante, fraterno e al contempo combattivo: «Mi rivolgo alla Francia che si sente fragile, vulnerabile, che ha paura» e che lui promette di difendere «contro la delinquenza, la violenza, ma anche il precariato, la concorrenza sleale dei Paesi emergenti».
Gli applausi dei militanti del partito lo hanno interrotto più volte, segno che «Sarko» sa toccare le corde giuste. Ieri sera piaceva molto anche agli elettori, almeno secondo un sondaggio-lampo, condotto dopo la chiusura dei seggi, secondo cui il leader gollista al secondo turno distanzierebbe la Royal di otto punti: 54 a 46%. Un bel viatico. Sarkozy ha reso omaggio alla maggioranza silenziosa; a quella parte del Paese «che dà molto e riceve poco» e che è pronta a dare un contributo decisivo alla rinascita del Paese. La formula è nota: creare lavoro per innescare un circolo virtuoso. «Ho voluto mettere al cuore del mio progetto politico valori come l'identità nazionale, il merito, il lavoro - ha dichiarato -. Ho voluto parlare di morale e anche della necessità di moralizzare il capitalismo». Sarkozy è persuaso che questa sia la strada giusta: «Voglio permettere ai francesi di realizzare i propri sogni, le proprie ambizioni, di avere una vita ricca di soddisfazioni». E ha concluso suonando la carica: «Queste sono i principi fondamentali del mio progetto politico. Nessuno ostacolo, nessuna difficoltà potrà fermarmi». La Royal è avvertita: la campagna di demonizzazione non lo scoraggerà.
Stamane riprende la campagna elettorale. Sarkozy sarà a Digione per partecipare a un grande comizio, poi continuerà a battere la Francia. Sarkozy punta al 6 maggio, giorno del ballottaggio. Quel giorno sarà esausto, ma con ogni probabilità vincente.