Sarkozy avanti tutta: anche Villepin è con lui

La corsa per l’Eliseo vede ricompattarsi i neogollisti dell’Ump e il
primo ministro esorta l’elettorato a votare per il rivale: «Una scelta
lungimirante». Nel dibattito entra la dolce morte Ségolène Royal dice sì all’eutanasia attiva

Parigi - L'addio di Jacques Chirac alla politica attiva ha mobilitato davanti ai teleschermi lo stesso numero di spettatori francesi dell'ultima finale di Coppa del mondo: 22 milioni. Ma stavolta sono mancati i colpi di testa. Quando, intorno alle 20,30 di domenica, il Presidente della Repubblica ha terminato il suo discorso radiotelevisivo, i commentatori francesi hanno fatto a gara nel riconoscere che si è trattato di uno dei messaggi più efficaci dei dodici anni trascorsi all'Eliseo. Un appello «super partes» al rispetto dei valori democratici, proprio mentre la campagna elettorale sta facendosi rovente.
Le parole del presidente vengono lodate da gran parte dei candidati, eccezion fatta per l'estrema destra e l'estrema sinistra (cosa che non stupisce visto che Chirac ha chiesto ai connazionali di «diffidare dell'estremismo»).
La pattuglia, ormai piuttosto risicata, dei fedelissimi di Chirac ha atteso l’annuncio della rinuncia alla candidatura prima di schierarsi in vista delle presidenziali, in calendario il 22 aprile e il 6 maggio. Il partito voluto da Chirac - l'Union pour un Mouvement populaire, Ump - è stato oggetto negli ultimi anni di uno scontro tra gli uomini del Presidente e quelli del ministro dell'Interno, Nicolas Sarkozy, che alla fine l'ha spuntata su tutta la linea.
Oggi Sarkozy presiede l'Ump e vuole soprattutto presiedere la République. Chirac ha finora evitato di sostenere l'uno o l'altro candidato all'Eliseo, ma è probabile che si rassegni a dare una mano a Sarkozy (malgrado i cattivi rapporti personali esistenti tra loro).
Ieri ha rotto il silenzio il primo ministro Dominique de Villepin, che è da dodici anni il braccio destro di Chirac: prima come segretario generale dell'Eliseo (1995-2002), poi come ministro degli Esteri (2002-2004), come ministro dell'Interno (2004-2005) e infine come premier. Villepin era il candidato in pectore di Chirac alla successione presidenziale, ma ormai l'Ump è tutta per Sarkozy e l'alternativa per lui è molto semplice: aiutare il nuovo leader del centrodestra o tornare al suo vecchio mestiere di diplomatico. Adesso la scelta di Villepin è ufficiale: sostiene il candidato del suo partito. «Io sono oggi con Nicolas Sarkozy per difendere gli ideali della nostra famiglia politica e perché la scelta dei nostri connazionali sia la più lungimirante possibile», ha dichiarato.
Tra le giovani leve della politica francese c'è il ministro dei territori d'Oltremare, François Baroin, che è considerato un altro fedelissimo di Chirac e che probabilmente diventerà ministro dell'Interno tra due settimane, quando Sarkozy abbandonerà il governo per dedicarsi completamente alla campagna elettorale. Ieri anche Baroin si è schierato per Sarkò e ha promesso «pieno impegno» al suo fianco.
Dunque l'Ump, partito che ha attualmente la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari, si è ricompattata dietro il suo nuovo leader, che si è detto «profondamente toccato» dal discorso del capo dello Stato. Ma il centrista François Bayrou, ringalluzzito dai sondaggi che lo vedono in rimonta, stuzzica Sarkozy, sostenendo che le tesi esposte da Chirac assomigliano più alle sue che a quelle del candidato dell'Ump. E il segretario socialista François Hollande, compagno di vita della candidata del partito, Ségolène Royal, cerca a sua volta di mettere in difficoltà Sarkozy, vedendo nell'attacco di Chirac agli «estremismi» una sconfessione di certe presunte strizzatine d'occhio dell'Ump all'elettorato del Front national di Jean-Marie Le Pen.
Intanto la campagna elettorale è sconfinata su un terreno molto delicato: quello dell'eutanasia. Ségolène Royal si è detta favorevole a una «eutanasia attiva», ovviamente in casi disperati e col consenso dell'interessato o della famiglia. Negli ultimi anni ci sono state anche in Francia polemiche sull'argomento. L'attuale ministro degli Esteri, Philippe Douste-Blazy, laureato in medicina, ha fatto approvare nel 2004, quand'era ministro della Sanità, una legge contro l'accanimento terapeutico. Adesso la Royal vuole legalizzare l'«eutanasia attiva».