Sarkozy: "Boicottare i Giochi? È possibile" E il Tibet resta "chiuso" ai giornalisti

L'entourage del presidente francese chiarisce che si tratta solo della cerimonia di apertura. Il governo cinese: &quot;No alle politicizzazioni&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=250272">Il Tibet resta &quot;chiuso&quot; ai giornalisti</a></strong>

Tarbes (Francia) - Nicolas Sarkozy non esclude la possibilità di boicottare le Olimpiadi di Pechino per protestare contro la repressione in Tibet. "Tutte le opzioni rimangono aperte - ha detto il presidente francese - mi appello allo spirito di responsabilità dei leader cinesi". Parlando dalla città francese di Tarbes, Sarkozy ha ribadito di "chiedere che si avvii il dialogo tra il governo cinese ed il Dalai Lama". "Regolerò la mia risposta alla risposta delle autorità cinesi" ha aggiunto Sakozy che non ha specificato però se si riferiva alla possibilità di boicottare tutti i Giochi Olimpici o solo la cerimonia inagurale che si terrà l’8 agosto, come chiede l’organizzazione francese Reporter senza Frontiere. In una lettera inviata ieri al presidente cinese Hu Jintao, Sarkozy ha chiesto a Pechino di mostrare moderazione con i manifestanti contro il dominicio cinese in Tibet.

Ma si tratta solo dell'apertura L'entourage del presidente chiarisce però che Sarkozy si riferiva alla cerimonia d’apertura dei Giochi, l’8 agosto a Pechino, e non all’insieme della competizione. "Quello che voglio è che si ottengano dei risultati - ha aggiunto il presidente -. La strategia che propongo è ferma sui diritti umani e può portare a dei risultati", ha osservato Sarkozy, citando i casi del Ciad, delle infermiere bulgare in Libia, dell’ostaggio delle Farc Ingrid Betancourt, della Birmania ed infine del Tibet.

Pechino: "No alle politicizzazioni" "Noi ci opponiamo in modo risoluto ad una politicizzazione da parte di singoli individui e di paesi dei Giochi Olimpici". Così il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Qin Gang, ha replicato ad ogni possibile ipotesi di boicottaggio delle Olimpiadi. Il portavoce non ha neanche nominato direttamente il Tibet, limitandosi a dire che Pechino si oppone "a collegare altre questioni ai Giochi Olimpici". "Questo viola lo spirito Olimpico e non è giusto nei confronti della Cina e degli sportivi di tutto il mondo - ha aggiunto - speriamo che le organizzazioni interessate assumano un atteggiamento responsabile".