Sarkozy delude i carcerati: "Il 14 luglio niente grazia"

Parigi - Grazia o non grazia, questo è il problema. La tradizione vuole che il 14 luglio ogni presidente della Repubblica francese celebri la presa della Bastiglia con un provvedimento di clemenza a favore dei carcerati. Stavolta Nicolas Sarkozy intende fare la sua rivoluzione, riaffermando il principio secondo cui le condanne devono essere scontate davvero. «Il presidente Sarkozy pensa che i provvedimenti di grazia nella ricorrenza del 14 luglio non possano essere una procedura automatica e sistematica», dichiara il primo ministro François Fillon.

Dunque nel corso del mandato di Sarkozy non si ripeterà la liturgia della grazia per la festa nazionale, verificatasi sistematicamente durante gli ultimi decenni, consentendo la liberazione dei detenuti che avevano già scontato buona parte della loro pena o che avevano comunque brevi periodi da trascorrere dietro le sbarre. Però non è impossibile che Sarkozy decida un provvedimento di clemenza in occasione del suo primo 14 luglio all'Eliseo. Un atto isolato e difficilmente ripetibile.
Ieri David Martinon, portavoce di Sarkozy, ha detto che «il capo dello Stato si esprimerà sull'argomento all'inizio della prossima settimana». Probabilmente lunedì. La signora Rachida Dati, ministro della Giustizia, starebbe studiando un «decreto eccezionale di grazia presidenziale», ma poi sarà Sarkozy a decidere se farlo proprio o no.

L'atteso intervento di Sarkozy metterà in chiaro che il sistema della clemenza «automatica» ogni 14 luglio è finito in soffitta insieme alla presidenza Chirac. Ormai il capo dello Stato non si sentirà vincolato da alcuna liturgia in questo campo. Sarkozy lancerà poi un messaggio di riconciliazione al Paese e in tale occasione potrebbe firmare il decreto allo studio della quarantunenne guardasigilli Rachida Dati. A favore dell'ipotesi della grazia gioca la drammatica situazione delle carceri francesi, in cui si trovano attualmente 60.800 detenuti, con un tasso di sovraffollamento di circa il 20 per cento. Contro la grazia dovrebbe esserci la coerenza di Sarkozy, che ha già rivoluzionato un'altra liturgia transalpina: quella dell'amnistia delle multe in occasione di ogni elezione presidenziale.

Tutti gli automobilisti di Francia speravano nel colpo di spugna alle contravvenzioni (almeno a quelle per divieto di sosta), ma Sarkozy non ha voluto saperne. Benché non si possa fare un paragone tra una multa e una pena detentiva, i francesi si sono fatti l'idea di un Sarkozy inflessibile in tutti i casi in cui ci sia da far rispettare la legge.
L'incertezza a proposito della scelta presidenziale favorisce discussioni e persino scommesse sull'eventuale grazia del 14 luglio. Favorisce soprattutto le speranze dei carcerati, che - se deluse - potrebbero tradursi in situazioni di tensione negli istituti di pena.

Comunque una cosa è certa: se ci sarà - a titolo eccezionale - la grazia del 14 luglio 2007, ne verranno esclusi i condannati per terrorismo, per traffico di stupefacenti, per violenze sessuali, per sfruttamento del lavoro minorile, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per corruzione, per violenze su pubblici funzionari e per crimini a sfondo razzista. Su questi terreni la posizione di Sarkozy è inflessibile: le pene vanno scontate.