Sarkozy e Bruni, nuova coppia reale

Nel gossip globale ormai l’Eliseo straccia Buckingham Palace. In uscita 30 volumi sulla &quot;dolce vita&quot; del presidente. In arrivo anche <strong><a href="/a.pic1?ID=230201" target="_blank">quello di Cecilia</a></strong>

I francesi sbuffano. Come loro sanno fare, anche quando pensano. Quasi quasi vorrebbero rimontare una ghigliottina e far rullare i tamburi, voilà Nicolas Sarkozy, in maniche di camicia, salire gli ultimi scalini mentre la folla, là sotto, urla. A parte la lama e i tamburi, per il resto ci siamo: il presidente in camicia, la folla che urla. La Valle dei Re a fare da presepe mentre madonna Carla Bruni, diafana e sensuale (!), ha capito che senza quella cena di fine novembre non avrebbe mai potuto visitare, in esclusiva mondiale, la tomba di Seti I.
Fotografi mille, telecamere in numero analogo, ormai gli inquilini attuali e prossimi dell’Eliseo hanno rubato la scena al popolo di Hollywood e alla Windsor’s family. Robetta la storia di lady Diana e Dodi, un asterisco le notti di sesso tra Kennedy e Marilyn, robaccia gli incontri tra Clinton e la stagista paciarotta. Questa è polpa, da affrontare con forchetta, coltello e un tovagliolo al collo.

Sbuffano i francesi perché questo presidente così «vulgaire» (lo direbbe anche Rosario Fiorello) viaggia a bordo dell’aereo privato messogli a disposizione da Vincent Bolloré, imprenditore multimilionario. Conflitto di interessi, privilegi fiscali, raccomandazioni galeotte. Che vergogna, che spudoratezza, Cambronne avrebbe aggiunto altro. Hanno la memoria corta, i francesi suddetti ma anche qualche paesano illustre ma di fazione, una memoria che si apre e si chiude come una fisarmonica.

Dove erano lor signori quando monsieur Bousquet, quello delle retate contro gli ebrei, quello di Vichy, partecipò con l’anima e il corpo, contabile, alla campagna elettorale di Mitterrand? E costui, sicuramente grande uomo di Stato, non ebbe forse una doppia vita? Mais oui, non è il caso, tuttavia, di inscenare un derby tanto per far pari.

Il fatto è che ai francesi non va proprio giù di vedere in diretta televisiva, fotografica, un presidente, già fastidioso perché non di sinistra, eppoi portato a fare quelle cose, corna, champagne, panfili, jet che la gauche non pratica se non a fari spenti, in qualche «boite». Proprio per colpa e merito di questi intellettuali di sinistra Sarkozy ha perso la testa per la chanteuse, l’italienne. E viceversa.

Il fatto accadde a fine novembre, il presidente era sconsolato per l’addio di Cécilia, il divorzio e tutto quello che ne consegue. Giù di tono e di argomenti, nella solitudine, si fa per dire, dell’Eliseo, aveva chiamato a corte il suo amico Jacques Seguelà chiedendogli di allestire una serata allegra, con una brigata delle sue.

Seguelà è un eccellente uomo di comunicazione e pubblicità, nel suo diario di amicizie si notano Dalì e Prevert, tanto per dire, lo stesso Mitterand per il quale coniò lo slogan elettorale «la forza tranquilla», soprattutto frequenta e ama gente di sinistra: «Forse aveva trovato occupato».

Cécilia, ex madame Sarkozy, deve aver avuto uno stranguglione leggendo l’intervista e il retroscena. Per questo ha messo assieme i ricordi, velenosi e dolci, e ha deciso di aprire il suo libro e ne avrebbe parlato con un paio di giornalisti, Yves Derai, de l’Est républicain, e Valérie Toranian, di Elle. Si preannuncia un best seller da capogiro. Ci potrebbe anche essere la grande rivelazione, il nuovo definitivo amore di Cécilia, da escludere un cantautore italiano per rispondere all’ex consorte, l’hit parade nostrana non offre particolari spunti di interesse.

Le librerie francesi si preparano all’invasione: si annunciano almeno trenta pubblicazioni in materia, tra gennaio e febbraio, si attende con ansia l’uscita de «Le donne del presidente» che coinvolgerà anche Rachida Dati, Rama Yade e Fatela Amara, tutto l’Eliseo letto per letto.

Sarkozy continua la sua luna di miele tra un sarkofago e l’altro mentre i giornali e le televisioni di ogni dove di lui e della Carla scrivono e parlano, con rabbia e direi invidia, soprattutto di certe giornaliste. Dicono che Sarkozy sogni di recitare la parte di Napoleone. A sera, nella Valle dei Re, lo hanno sentito dire: «Dio me l’ha data guai a chi me la tocca». Parlava di Carla.