Sarkozy e Carla Bruni sul balcone di Giulietta

A Verona si preparano a ricevere la supercoppia. Il resort della Valpolicella assediato dai fotografi. Ma la mamma di lei e Fillon: &quot;non si sono sposati&quot;. Il buen retiro del presidente: <strong><a href="/a.pic1?ID=234318" target="_blank">il castello di Versailles</a></strong>

Negrar - Sarà pure il matrimonio dell’anno, ma che peso. Sembra che da settimane il pianeta Terra non abbia altro per la testa: Carla Bruni e Sarkò, come-dove-quando. Tra annunci, rivelazioni e depistaggi, il binocolo del guardonismo rosa è ancora puntato sull’ameno relais di Negrar, in piena Valpolicella, tra le colline veronesi, dove le penne più sensibili avvertono persino aleggiare i sempiterni sospiri di Romeo e Giulietta.

Vai a sapere: ad un orecchio meno acuto arrivano solo i sospiri di sfinimento dei poveracci che fanno la posta al casale. Ci sono fotografi che da quarantotto ore non si schiodano dal cancello - blindatissimo - della «Magioca», gloriosa dimora in pietra con chiesetta romanica annessa. Bivaccano qui da due giorni, perché qui i colombi hanno le camere prenotate per un soggiorno intimo e defilato. E pazienza se ormai di segreto non resta più nulla, data la pubblicità esplosa l’altro giorno. Resta comunque in piedi l’ipotesi suggestiva di avere nel mirino la coppia più chiacchierata del mondo, anche solo per un secondo, anche solo di sfuggita, prima che il cancello scuro cali come un sipario impenetrabile alle sue spalle.

La domanda che però resta irrisolta da due giorni non è per niente secondaria: ma i colombi planano nel nido d’amore, oppure la prenotazione è solo una bieca manovra per dedicarsi al pucci-pucci in un altro luogo, magari meno infestato di ficcanaso, tipo Venezia?
La stessa domanda tiene in agitazione la povera signora Marisa, una gentile vedova di origine friulana, che da sola manda avanti questo hotel di lusso, a base di marmellate fatte in casa, guanciali in cotone rasatello e tanta discrezione. Abituata ad ospitare gente molto su, come dice lei, dagli ambasciatori ai consoli, dai capitani d’industria alle loro amichette, mai le era capitata tanta pressione. Lei stessa l’altro pomeriggio ha avvertito l’entourage di Carla Bruni della presenza di teleobiettivi indiscreti. Come risultato, la nuova madame Sarkò si è tenuta a distanza di sicurezza.

Cinque delle sei camere erano prenotate per due giorni, ma degli illustri ospiti nessuna traccia. Almeno fino a tarda sera. Però qui nessuno si rassegna. Tutti quanti sanno che questa bella gente del jet-set è capacissima di qualunque blitz. Magari arrivare nel cuore della notte, e chi s’è visto s’è visto. Allerta massima, allora, soprattutto nelle ultime ore, quando dai canali internazionali rimbalza la notizia che Sarkò ha concluso la sua visita ufficiale in Qatar e a Abu Dhabi. Ecco, i conti sono subito fatti: atterra a Verona, si riunisce all’amata, commovente abbraccione d’altri tempi, e poi via nel nido rosa-rosé della Valpolicella.

Sulla base di questi calcoli, anche l’alba di quest’oggi ritrova al loro posto, inamovibili e cocciuti, i cacciatori di teste del gossip patinato. Per smontare l’appostamento, devono prima vedere con i propri occhi immagini e notizie che ritraggano la pregiata coppia - pregiata soprattutto al borsino fotografico - a mille chilometri da qui. Poco valgono le parole della signora Marisa, ormai sfiancata dalle domande e dall’attesa: «La prenotazione era solo di due notti. Da domani (oggi per chi legge) io non so più nulla». Poche storie, nessuno è disposto a bersela: la «Magioca» resta sotto osservazione. Fino a nuovo ordine.

L’intrigo, per la verità, è ancora troppo oscuro, perché questa muta di mastini molli la preda. Figuriamoci: ancora non è chiaro se i due siano effettivamente sposati. Le voci diffuse dalla stampa francese non sono confermate. A livello ufficiale, il primo ministro François Fillon si dichiara perplesso: «Non so se il presidente si sia sposato giovedì scorso all’Eliseo. Dico solo che quel giorno ha incontrato a lungo Zapatero: mi sembra non sia rimasto molto tempo per un matrimonio...».

La stessa madre di Carla, Marisa Borini, si dice incredula: «So che nella vita ci sono sempre sorprese, ma mi sembra che tutte queste ricostruzioni non abbiano senso. Anche se avessero voluto un matrimonio discreto, senza nessuno, il presidente avrebbe comunque poi fatto un annuncio ufficiale. Io vedo Carla tutti i giorni, ma non le chiedo mai nulla. Sono fatti suoi, non mi riguardano. So solo che sta lavorando tutto il giorno per completare il suo disco. Di più non posso dire, mi hanno tagliato la lingua...».

Strano mondo, questo bel mondo. La madre dice che il matrimonio di sua figlia non la riguarda. Proprio come tutte le mamme di tutte le figlie italiane: è notorio. Diciamolo apertamente: non c’è veramente nulla che quadri, niente di normale, in questa storia. Tutto è possibile, tutto è verosimile. C’è persino chi li sta aspettando bacini-bacini sotto al balcone di Giulietta, ripulito dalle gomme masticate e riaperto al pubblico. Dunque, ci sta pure benissimo che il matrimonio dell’anno sia ancora da concludere, e magari proprio alla «Magioca», con vista sulle vigne della Valpolicella.

Certo, fossero più semplici e lineari, loro stessi si eviterebbero tanti fastidi. Vogliono sposarsi? Si sposino, una volta per tutte. Da qualche parte, in qualche modo. Non serve nemmeno il prete, visto che i vecchi legami permettono solo una cosa civile. A rendere tutto maledettamente più confuso e chiacchierato è questo tira e molla, con inevitabile seguito di assatanati alle calcagna. Vogliono il mistero, il mistero subiscono. Ogni giorno qualcuno si alza e spara l’ultima su Carla e Sarkò. S’è letto pure che lei sarebbe già incinta. Come no. Magari sono due gemelli. E magari domani qualcuno dice tre. Tanto, chi smentisce. Strana strategia, per la nuova coppia di Peynet: pretendono la privacy di un postino e di una pettinatrice. Con l’unico risultato di essere tutti i giorni sulla bocca di tutti. Ormai però siamo prossimi alla saturazione. Per tanta gente che ha grattacapi seri, almeno in questa nostra sbalestrata nazione, sta scoccando il momento fatidico di un sentito e inevitabile chissenefrega.