Sarkozy e madame Carla assediati dai paparazzi a Sharm el Sheik. E la polizia egiziana spara

Nervi a fior di pelle tra gli agenti che proteggono la coppia più spiata del mondo in gita sul Mar Rosso. La barca dei fotografi aveva tentato di avvicinarsi alla coppia "presidenziale"

da Parigi

La fuga in Egitto di Nicolas Sarkozy e della fidanzata Carla Bruni è sfociata ieri in una battaglia navale che non ha per fortuna fatto alcuna vittima. La coppia presidenziale francese è partita dalla celebre località turistica di Sharm El Sheik per una romantica gita in barca nelle acque del Mar Rosso, ma i fotografi si sono a loro volta impossessati di ogni oggetto galleggiante pur di carpire qualche languida immagine dei due innamorati. Peccato che le forze di sicurezza egiziane abbiano uno scarso senso del romanticismo. Messi a dura prova dalla presenza di gruppi terroristici islamici nell’area di Sharm El Sheik, gli 007 del presidente egiziano Hosni Mubarak hanno i nervi a fior di pelle. Così - invece di sorridere di fronte al gioco a nascondino tra Sarkozy e i «predoni di immagini» - i soldati egiziani hanno cominciato a sparare in aria con i loro mitragliatori.
Mentre i fotografi si avvicinavano in barca alla feluca di Carla e Nicolas, i proiettili hanno danzato e fischiato sopra le loro teste. Ecco la nave delle telecamere e teleobiettivi allontanarsi precipitosamente da quella dei dignitari francesi, consentendo alle acque del Mar Rosso di evitare uno scontro di ben più gravi proporzioni. Secco il commento di un funzionario francese: «L’incidente è chiuso e non se ne parla più». Non molto più loquaci le fonti del Cairo, secondo le quali «è normale che un presidente straniero, anche se in visita privata, sia oggetto di particolari misure di sicurezza».
La visita privata di Nicolas Sarkozy in Egitto ha avuto in realtà ieri mattina una parentesi istituzionale, dato che l’inquilino dell’Eliseo ha ricevuto a Sharm El Sheik il suo omologo egiziano Mubarak per un colloquio incentrato su un tema di grande attualità: la situazione in Pakistan dopo l’assassinio di Benazir Bhutto. I due leader hanno parlato per un’ora e mezza, esaminando anche la situazione nei territori palestinesi e le prospettive di pace.
Domani Sarkozy e Mubarak si incontreranno nuovamente, ma questa volta al Cairo, dove il viaggio mediorientale del presidente francese si trasformerà in una visita ufficiale e dove il ruolo personale di Carla Bruni potrebbe farsi meno evidente. La conversazione politica di domattina tra Sarkozy e Mubarak sarà consacrata in particolare alla preparazione del vertice del prossimo 13 luglio a Parigi tra i leader di tutti (ma saranno proprio tutti?) i Paesi del Mediterraneo. Sarkozy vuole trasformare quel vertice nel momento fondatore di un nuovo organismo internazionale: l’Unione mediterranea, fortissimamente voluta dalla Francia e dal suo nuovo presidente.
Intanto a Parigi continuano le polemiche sull’opportunità di questa vacanza, estremamente mediatizzata, del presidente Sarkozy e di Carla Bruni tra le Piramidi, la Sfinge e le località balneari del Mar Rosso. Certo i quotidiani francesi rifiutano di fare la parte delle mummie in quel presepe vivente della nuova politica transalpina. Invece di chiudere gli occhi di fronte alla gita romantica dei due innamorati, numerosi commentatori ironizzano sul fatto che la coppia sia giunta il giorno di Natale a Luxor a bordo di un jet privato, di proprietà dell’uomo d’affari Vincent Bolloré. C’è chi parla di «conflitto di interessi», e tanto basta a far bruciare una «polemica di Capodanno». Con un risvolto politico, visto che i francesi saranno impegnati a discutere sul messaggio che proprio Sarkozy leggerà loro dalle telecamere lunedì sera, a chiusura di un anno che lo ha visto entrare trionfalmente all’Eliseo e rinnovare profondamente lo stile del potere transalpino. Su questo, almeno, non ci sono dubbi: Sarkozy si sta comportando in maniera profondamente diversa dai suoi predecessori.