Sarkozy ha fretta e vende il 5% di France Télécom

da Parigi

Appena arrivata a Bercy, il quartiere parigino in cui si trovano i dicasteri finanziari, la signora Christine Lagarde, superministra dell'Economia, ha rilanciato il programma delle privatizzazioni con lo scopo dichiarato di ridurre il debito pubblico. Ieri è stata annunciata l'imminente «cessione a investitori istituzionali» di una tranche tra il 5 e il 7% del capitale di France Télécom. Lo Stato francese ha in portafoglio il 32,45% del gigante nazionale delle tlc. Al termine di questa operazione - che corrisponde a un introito tra i 2,7 e i 3,8 miliardi di euro - la quota pubblica sarà tra il 25,5 e il 27,4%. L'ultima privatizzazione di azioni France Télécom è avvenuta esattamente due anni fa, quando il 6,2% del capitale venne ceduto dallo Stato in cambio di 3,4 miliardi di euro. Oggi come allora i sindacati protestano, ma il governo va per la propria strada. La quota pubblica in France Télécom è scesa nel settembre 2004 al di sotto del 50% e tutto indica che la riduzione non sia destinata a fermarsi. Il malumore dei sindacati è moltiplicato dal fatto che i proventi del "tesoretto" di France Télécom verranno integralmente utilizzati nella riduzione del debito pubblico, senza concessioni a chi chiede il loro impiego in iniziative di rilievo sociale. Sarkozy ha promesso che ridurrà il debito e intende proseguire rapidamente in quella direzione, anche a costo di cedere uno dopo l'altro i gioielli dello Stato. Attualmente l'indebitamento francese è di circa il 64% del Pil e Sarkozy vuole assolutamente riportarlo al di sotto del limite massimo del 60%, stabilito dagli accordi europei (anche se per alcuni Paesi, come l'Italia, Bruxelles non può far altro che chiudere un occhio).
Il rilancio del programma delle privatizzazioni francesi ha creato grande interesse negli ambienti finanziari internazionali, che s'interrogano a proposito delle prossime operazioni di madame Lagarde. L'ipotesi più interessante è quella della cessione ai privati di una quota minoritaria (almeno per ora) del gigante nucleare francese Areva, di cui lo Stato possiede attualmente l'84%. Areva è guidata da Anne Lauvergeon, manager filosocialista a cui proprio Sarkozy avrebbe proposto qualche settimana fa la poltrona di superministro economico, ricevendo un cortese rifiuto. Adesso la "dama di ferro" dell'atomo francese auspica l'apertura ai privati del capitale di Areva, circostanza che la trova d'accordo con gli orientamenti liberisti di Christine Lagarde. Si parla anche di una cessione di una quota tra il 5 e il 10% del gruppo elettrico Edf, oggi controllato dallo Stato all'87,3%.