Sarkozy: "Intesa sugli asset tossici" Berlusconi: assegno di disoccupazione non sostenibile, costa 1,5 punti di Pil

L'accordo prevede "grande flessibilità" e serve a sbloccare l'attività creditizia nel Continente. Piano per i 12 Paesi dell'Est: non c'è l'intesa, la Merkel frena, no della Polonia. Berlusconi: "Gli asset tossici non riguardano l'Italia". Poi il premier replica a Francheschini: "La proposta degli assegni di disoccupazione non è sostenibile"

Bruxelles - I leader dei paesi Ue hanno raggiunto un accordo quadro per affrontare la questione degli asset 'tossici' detenuti dalle banche. Lo ha annunciato il presidente francese Nicolas Sarkozy, al termine del Vertice straordinario Ue. Gli asset 'tossici' sono attualmente ritenuti una delle principali cause che stanno determinando il blocco dell'attività creditizia in Europa. L'accordo prevede "grande flessibilità per quanto riguarda la determinazione degli asset tossici", ma prevede anche "un quadro Europeo per garantire il corretto funzionamento del mercato interno", ha aggiunto Sarkozy. Ma il presidente ha escluso l'ipotesi di costituire una bad bank: "No, la Francia non ne farà una".. Ma sulla proposta di un piano per i 12 paesi dell'est, avanzata dall'Ungheria, non c'è accordo: la germania frena, la Polonia dice no.

Intanto Silvio Berlusconi spiega: "Il problema degli asset tossici non riguarda l'Italia". E parlando parlando con i giornalisti a Bruxelles, ha spiegato che il governo vorrebbe "fare ancora di più" per fronteggiare i problemi aperti dalla crisi e, in particolare, la disoccupazione. "Ma noi viviamo in Europa e abbiamo quindi vincoli europei", nonché, ha spiegato, un enorme debito pubblico. Per cui un provvedimento per l'assegno di disoccupazione come quello proposto dal Pd, che costerebbe 1,5 punti del pil, non è sostenibile".

No al protezionismo L'Unione europea ha confermato oggi l'impegno comune "a non varare misure protezioniste", ha detto il presidente del Consiglio in una conferenza stampa al termine del vertice straordinario.

I 27: sbloccare i canali del credito Lo sblocco dei canali del credito é "cruciale" per dare efficacia agli stimoli per l'economia attuati dalle politiche di bilancio. E' quanto si legge nella bozza del comunicato finale del vertice straordinario Ue in corso a Bruxelles. L'emergenza credito apre il documento, nel quale, subito dopo, si "sottolinea l'importanza" di fare fronte alla problematica degli asset tossici seguendo le linee guida presentate mercoledì scorso dalla Commissione Ue. Ma sulla proposta di un piano per i 12 paesi dell'est, avanzata dall'Ungheria, non c'è accordo: la germania frena, la Polonia dice no. 

Rafforzare la stabilità Nel comunicato i 27 insistono poi sul "rafforzamento" della stabilità finanziaria "in tutta Europa" sulla base delle analisi della Commissione europea e delle istituzioni finanziarie internazionali. L'Ecofin terrà sotto controllo l'evolversi della situazione e predisporrà "possibili azioni concrete" attraverso un approccio "caso per caso". Il mercato unico, per i leader Ue, dovrà essere "utilizzato al massimo" come "motore della ripresa a sostegno della crescita e dell'occupazione". La Commissione europea viene "invitata" a trovare mezzi e strumenti per assicurare un "rapido ed effettivo" scambio di informazioni sulle misure proposte dai singoli Paesi Ue e su quelle prese da Paesi terzi. Il vertice riconosce poi l'importanza di misure per combattere la disoccupazione e evidenzia che a questo scopo dovranno essere utilizzati gli strumenti Ue già esistenti, in primo luogo il Fondo sociale europea e il fondo per la globalizzazione. Spetterà poi al vertice straordinario Ue sull'occupazione convocato per il 4 maggio a Praga esprimersi su altre iniziative destinate a mitigare l'impatto della crisi sull'occupazione.

Evitare divisioni Serrare i ranghi ed evitare che di fronte a una crisi di proporzioni sempre più drammatiche l'Unione europea si divida: questo l'obiettivo principale del vertice straordinario dei 27 capi di Stato e di governo in corso a Bruxelles , preceduto da una riunione dei leader di nove Paesi dell'Europa centro-orientale, voluta dal premier polacco, Donald Tusk. Il rischio bancarotta di alcuni Stati della nuova Europa è infatti una delle maggiori preoccupazioni, anche per le ripercussioni che un tracollo del genere avrebbe sui Paesi occidentali.

Ungheria: piano per i Paesi dell'Est A proporlo il premier ungherese, Ferenc Gyurcsany, che ha ribadito la richiesta di un piano di aiuti verso i Paesi ex-comunisti dell'Ue pari a 160-190 miliardi di euro, soprattutto per salvare il loro settore finanziario. Le risorse stanziate da Banca europea degli investimenti, Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo)e Banca mondiale sono giudicate insufficienti. Ma questo approccio non è condiviso dalla Repubblica ceca, che in questo momento detiene la presidenza di turno dell'Ue: "Non penso che sia necessario un approccio speciale per l'est europeo, ma serve piuttosto un approccio comune per tutta l'Unione europea".

Polonia contraria Il governo di Varsavia é "contrario al piano anti-crisi proposto dall'Ungheria per 12 paesi europei dell'ex blocco comunista, più Croazia e Ucraina. "Siamo contrari perché rappresenta un' eccessiva drammatizzazione della situazione e mette tutti gli stati membri dell'est Europa in un'unica categoria, sbagliando", ha detto il ministro polacco agli affari europei, Mikolaj Dowgielewicz.

Anche la Merkel frena Il cancelliere tedesco Angela Merkel non è favorevole a considerare la situazione dei Paesi dell'est Europa come un unico blocco. Parlando a margine del vertice straordinario ha sottolineato "la situazione molto differente" di Paesi come la Slovenia, la Slovacchia e l'Ungheria. La Merkel ha sconsigliato di fare un dibattito a colpi di "cifre gigantesche". "Noi abbiamo mostrato finora che noi aiutiamo i Paesi che hanno bisogno, in particolare proprio con l'esempio dell'Ungheria", ha detto il cancelliere tedesco. "Noi continueremo a farlo naturalmente, attraverso le organizzazioni internazionali e attraverso mezzi europei".

Ma a rischio, sono anche Paesi come la Grecia e l'Austria, quest'ultima molto esposta con le banche dell'est europeo. Da Bruxelles continuano comunque a giurare che non esiste alcun rischio che la zona euro possa perdere pezzi. Ma il compito di evitare fughe in avanti appare più che mai arduo. Sullo sfondo della riunione odierna anche le proposte che l'Ue dovrà presentare al tavolo del G20 del prossimo 2 aprile a Londra, quello che dovrebbe mettere in moto la riforma del sistema finanziario internazionale. Al vertice prende parte anche il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, oltre al presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, che informerà i 27 sulla proposta di riforma del sistema europeo di vigilanza finanziaria presentata giorni fa dal gruppo di esperti guidati da Jacques Larosiere.

Atterraggio d'emergenza per la Merkel Il cancelliere tedesco Angela Merkel non ha potuto partecipare all'inizio del vertice a causa di un problema al suo aereo, che partito da Berlino è stato costretto ad un atterraggio d'emergenza ad Hannover. Per problemi tecnici all'aereo, la Merkel, è arrivata con quasi due ore di ritardo.