Sarkozy mantiene le promesse: ridurrà le tasse

Annunciati 10 miliardi di euro l’anno di tagli: benefici su straordinari e successioni

da Parigi

Nicolas Sarkozy ha deciso di imboccare senza indugi la via della riforma fiscale, circostanza che sta provocando vivaci reazioni critiche nell'opposizione di sinistra. Sarkozy se ne infischia e prosegue per la propria strada, dicendo che le prossime deduzioni fiscali serviranno ad aumentare i consumi e quindi a rilanciare l'economia. L'insieme dei provvedimenti, annunciati ieri dal governo del primo ministro François Fillon, costerà allo Stato oltre 10 miliardi di euro all'anno in termini di minori introiti, ma Parigi dice che gli impegni europei sul piano del deficit pubblico verranno rispettati. L'elemento principale del dispositivo di tagli fiscali sta nella nuova legge sul lavoro, basata sulla riduzione del prelievo sulle ore di straordinario. Tutto verrà fatto per aiutare le imprese e i loro dipendenti ad aumentare l'attività senza correre il rischio che buona parte dei vantaggi finiscano nelle tasse dello Stato. Questa sola misura costerà oltre cinque miliardi di euro all'anno.
Un'altra importante misura fiscale riguarderà la possibilità di dedurre dalla dichiarazione dei redditi - per un periodo di cinque anni - il pagamento degli interessi relativi al mutuo per l'acquisto della prima casa. C'è poi la soppressione della tassa di successione tra coniugi, circostanza che suscita altre polemiche da parte dell'opposizione, secondo cui Sarkozy avvantaggia in questo modo soprattutto la fascia medio-alta della popolazione. Negli ambienti governativi si fa notare che le nuove misure sulla successione valgono per la stragrande maggioranza delle famiglie francesi, ma che i patrimoni più elevati continueranno a essere sottoposti a questo genere di prelievo fiscale. Nella preparazione del disegno di legge, che verrà discusso il mese prossimo dall'Assemblea nazionale e che potrebbe subire una serie di ritocchi, ci si è chiesti se abolire o meno la tassa di successione anche per le coppie unite dal vincolo del Pacs (Patto civile di solidarietà) invece che dal legame del matrimonio. Alla fine è stato deciso di includere anche le coppie «pacsate» tra i beneficiari della riforma. La tassa di successione verrà poi drasticamente ridotta (ma non completamente cancellata) nelle successioni tra genitori e figli (o altre persone legate da un vincolo di parentela). La riforma della fiscalità nel settore delle successioni dovrebbe costare allo Stato tre miliardi di euro all'anno.
Gli altri elementi della riforma fiscale, promessa da Sarkozy nella recente campagna elettorale per l'Eliseo, sono la creazione di uno «scudo fiscale» al 50 per cento dei redditi (nessun francese potrà essere costretto a dare allo Stato oltre la metà dei propri introiti annui) e la riforma della «patrimoniale». Quest'ultima tassa, che venne istituita dai governi di sinistra degli anni Ottanta, è particolarmente impopolare e il suo alleggerimento avverrà attraverso sgravi fiscali a chi reinveste una parte dei propri utili.
François Hollande, segretario generale del Partito socialista, ha accusato il governo di fare «regali fiscali» ai più ricchi e di preparare un aumento dell'Iva allo scopo di rastrellare i fondi con cui mantenere le promesse formulate da Sarkozy nell'ultima campagna elettorale. Intanto i francesi si apprestano ad andare nuovamente alle urne nelle prossime due domeniche per il rinnovo dell'Assemblea nazionale: il mantenimento delle precedenti promesse in materia fiscale potrebbe spingerli a dare a Sarkozy una schiacciante maggioranza in Parlamento.