Sarkozy: «Niente divisioni ci vuole l’unità nazionale»

Accusa la rivale di spaccare il Paese e si presenta come «uomo della riconciliazione»

da Parigi

Duello a distanza tra il liberale Nicolas Sarkozy, 52 anni, e la socialista Ségolène Royal, 53 anni, nel giorno più atteso (fino a questo momento) della campagna elettorale per l'Eliseo. Al «patto presidenziale», lanciato dalla Royal col suo meeting alle porte della capitale, Sarkozy contrappone un «patto repubblicano», ossia un disegno per costruire una Francia da lui considerata più dinamica e più giusta, rispettosa delle leggi e della sicurezza di tutti. Mentre Ségolène Royal ha giocato la carta della radicalizzazione a sinistra, Sarkozy, a cui i sondaggi elettorali attribuiscono un confortevole vantaggio sulla rivale, ha mostrato un volto più disteso, proponendo se stesso come «presidente della riconciliazione tra i francesi».
«Nessuno deve sentirsi escluso dal processo di rinnovamento politico a cui io intendo dare un impulso nel nostro Paese», ha detto Sarkozy nel discorso di ieri. E ancora: «La Royal parla ai militanti del Partito socialista. Io voglio parlare ai francesi, a tutti i francesi. Per me tutti i francesi sono uguali, tutti hanno uguali diritti e doveri. Ecco questa è la differenza tra me e lei».
L'esponente di punta del centrodestra ha riunito in una grande sala parigina oltre tremila persone per un incontro di lavoro con i membri dei «Comitati di sostegno», ossia con i responsabili locali della sua campagna elettorale. «Fin dall'inizio di questa campagna ho detto di voler costruire con tutti i nostri connazionali un patto repubblicano fondato sulla fiducia e sul reciproco rispetto. Questo patto repubblicano è per me un impegno fondamentale. Se venissi eletto, diventerebbe la mia bussola e la mia regola», ha affermato il presidente dell'Union pour un mouvement populaire (Ump), la formazione politica di centrodestra che ha oggi la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari.
L’«apertura» di Sarkozy a tutti i francesi gli è valsa la simpatia di un numero crescente di intellettuali, come il filosofo Alain Finkielkraut, che in un’intervista a Libération ha avuto parole di fuoco nei confronti di quella che considera l'arroganza di alcuni esponenti socialisti, convinti di avere la verità in tasca. Nel suo discorso di ieri, Sarkozy ha reso omaggio proprio a Finkielkraut e ad altri due intellettuali della sinistra: il filosofo André Glucksmann, che in un articolo su Le Monde gli ha espresso apertamente il suo sostegno, e lo storico Max Gallo, che pare gli sia favorevole, pur mantenendo una posizione defilata.
Sarkozy ha anche beneficiato al convegno parigino degli interventi di alcune personalità moderate, come i deputati dell'Union pour la Démocratie française Christian Blanc (ex presidente di Air France) e André Santini, sindaco della città di Issy-les-Moulineaux, che si sono impegnati a sostenerlo nella corsa all'Eliseo, malgrado la presenza - tra i candidati - del leader del loro partito, François Bayrou. Santini ha detto nel suo intervento: «È importante che fin dal primo turno i centristi sostengano la candidatura di Sarkozy, visto che la Francia ha già troppo sofferto per le divisioni in seno al centrodestra».