Con Sarkozy non si scherza: documenti in regola o a casa

Parigi. Ogni anno a fine maggio una folla di oltre diecimila nomadi si riunisce nella località francese di Saintes-Marie-de-la-Mer, nella Camargue, per un pellegrinaggio a metà strada tra folclore e religione. Nell'insieme del Paese il numero di rom e gitani viene stimato intorno a centomila. I comuni si consorziano per attrezzare terreni destinati a ospitarli, ma la gendarmeria interviene quando le installazioni avvengono in modo irregolare. Dall'anno scorso, con l'inizio della presidenza di Nicolas Sarkozy, la Francia si è lanciata in un'autentica «caccia al clandestino» e il governo ha l'obiettivo di espellere 25mila persone l'anno (senza contare i dipartimenti d'oltremare). Le forze dell'ordine hanno dunque aumentato i controlli anche nei confronti della popolazione nomade in generale e dei rom in particolare. Chi non dispone di documenti in regola viene allontanato dal territorio nazionale con le buone o con le cattive. L'opposizione di sinistra critica Sarkozy per la sua estrema fermezza nei confronti dell'immigrazione illegale, ma lui continua sulla propria strada, avendo su questo punto il consenso della popolazione. Le statistiche, recentemente pubblicate dall'Osservatorio francese della criminalità, affermano che negli anni Duemila il numero dei reati commessi dai clandestini è aumentato molto più rapidamente che per il resto della popolazione. Nei confronti dei rom, le autorità francesi tengono gli occhi aperti, nel naturale rispetto della normativa nazionale ed europea.