Sarkozy ora chiede consigli a Blair per scalare l’Eliseo

Contatti sempre più frequenti e privati tra il premier laburista britannico e l’uomo forte della destra francese nonostante il veto del presidente Chirac

Alberto Toscano

da Parigi

Il ministro francese dell'Interno Nicolas Sarkozy, 51 anni, si prepara alla battaglia elettorale dell'anno prossimo - quando cercherà d'entrare all'Eliseo - dialogando amichevolmente con Tony Blair, che gli starebbe insegnando come dire «qualcosa di sinistra» (pur restando se stesso). Al tempo stesso Blair avrebbe detto a Sarkozy che Londra non raggiungerà la moneta unica comunitaria: «Come posso chiedere ai miei connazionali di entrare nell'euro se oggi le cose vanno molto meglio per la nostra economia che per quella della zona euro?», sarebbero state più o meno le sue parole.
Sarkozy si è recato in visita privata una settimana fa a Londra, incontrando «l'amico Tony», che teoricamente dovrebbe essere ben più vicino ai socialisti che ai popolari francesi (da lui presieduti). Dell'entente cordiale tra Nicolas e Tony parla adesso il settimanale britannico The Observer, provocando commenti compiaciuti (oltre che ironici) negli ambienti vicini al ministro dell'Interno francese. C'è sarcasmo per la possibile candidata socialista Ségolène Royal, 52 anni, che negli ultimi mesi ha fatto più volte le lodi di Tony Blair. «Ségolène dice di apprezzare Blair, ma è con noi che il premier britannico scopre d'avere più feeling», dichiara un esponente della corrente sarkozista dell'Ump (Union pour un Mouvement populaire, il partito che esprime il governo di Parigi). Ma ormai - dopo mesi in cui avevano permesso a Ségolène di andare in fuga nei sondaggi - non solo i leader della destra, ma anche quelli della sinistra polemizzano apertamente con lei. Così gli atteggiamenti della Royal a proposito dei «meriti» di Tony Blair rischiano di diventare autentici boomerang politici.
I socialisti francesi hanno tradizionalmente la puzza sotto il naso nei confronti di Tony Blair, che considerano un «liberale». Ma la «candidata alla candidatura» del loro partito deve rassicurare gli ambienti economici nazionali e internazionali per cui ha scelto di mettersi in camera da letto - metaforicamente parlando - il poster di Tony Blair. Un poster decisamente amato e conteso in Francia: da un lato Ségolène Royal, che i sondaggi considerano come l'esponente più popolare del centrosinistra, e dall'altro Nicolas Sarkozy, ossia il candidato più credibile del centrodestra, lo usano per ragioni esattamente opposte. Ségolène ha bisogno di darsi un'immagine di pragmatismo e Nicolas una di riformismo. Insomma, Blair non è mai stato tanto apprezzato dai politici francesi.
Lo «sbarco» di Tony Blair nella lunghissima campagna elettorale francese (i principali candidati verranno scelti il prossimo autunno e il voto avverrà tra aprile e maggio 2007) ha anche un aspetto sentimentale nel caso di Nicolas Sarkozy. Negli ultimi due anni il titolare dell'Interno ha avuto non poche difficoltà coniugali, ma ormai la coppia composta da Nicolas e Cécilia Sarkozy sembra funzionare nuovamente come si deve: il loro viaggio comune di una settimana fa in terra britannica era anche un segnale di rilancio in piena regola del matrimonio più scrutato dai francesi.
Questo quadro idilliaco delle relazioni londinesi di Sarkozy inviperisce il presidente Jacques Chirac, 73 anni, che sembra aver tentato di scoraggiare il ministro dell'Interno dall'idea di assumere in proprio iniziative al di là della Manica. Ma ormai in Francia non sono più molti a prendere sul serio Jacques Chirac e tra quei molti non c'è sicuramente Sarkozy. Anzi, la sola idea di innervosire Chirac ha probabilmente contribuito a spingere «Sarko» sulla via di Londra e di Tony Blair. I rapporti nel centrodestra francese sono oggi molto tesi: Chirac e il suo amico Dominique de Villepin, primo ministro, vedono come il fumo negli occhi un possibile ingresso di Sarkozy all'Eliseo. Però non possono farci niente.