Sarkozy: "Presto sposerò Carla Bruni"

Il presidente francese: &quot;Non mento come fece Mitterrand&quot;. Poi dice basta a 35 ore e spot sulla tv pubblica. E per il suo staff <strong><a href="/a.pic1?ID=232641">pesca ancora a sinistra</a></strong>

Parigi - «Chi vuol lavorare di più deve poter guadagnare di più», dice il presidente francese Nicolas Sarkozy nella sua prima grande conferenza stampa da quando, lo scorso 16 maggio, è entrato all'Eliseo. Parla delle misure per svuotare la legge socialista sulle 35 ore grazie alla liberalizzazione e alla defiscalizzazione degli straordinari. Apre la porta all'ipotesi di una completa cancellazione delle 35 ore. Sempre sul terreno degli annunci, dice che verranno create due commissioni di riflessione: la prima, guidata dall'ex presidentessa del Parlamento europeo Simone Veil, per scrivere il testo di alcune modifiche del testo costituzionale e la seconda per studiare nuovi indicatori economici destinati a sostituire il semplice dato sulla crescita del Prodotto interno lordo (Pil).

Sarkozy insiste sulla lotta all'immigrazione clandestina, dicendo che la Francia resterà inflessibile a questo riguardo e rispedirà gli ospiti sgraditi nei loro Paesi d'origine. Afferma che è necessario avere quote. Questa, sostiene, «è la sola soluzione». Non si può aprire le frontiere a tutti, bisogna tener conto delle «capacità di accoglienza e di integrazione». Quanto ai media, lancia un'idea su cui intende riflettere nei prossimi mesi: modificare il servizio pubblico radiotelevisivo, togliendo gli spot dai canali appartenenti allo Stato e compensando i mancati introiti grazie ai proventi di nuove tasse sul settore privato delle comunicazioni. È un'idea su cui in Francia si discute dagli anni Ottanta senza che abbia mai potuto essere concretizzata.

Il presidente ha cominciato parlando di «politica di civiltà» («occorre mettere in opera una nuova politica di civiltà in modo che la Francia sia l'anima del Rinascimento di cui il mondo ha bisogno»), il lungo discorso introduttivo di Sarkozy si protrae per un'ora e lascia il posto a una domanda sulla sua vita privata. L'inquilino dell'Eliseo ha alle proprie spalle due matrimoni, ha tre figli e non porta più la fede al dito. Sarkozy risponde raccontando la propria storia personale a partire dall'annuncio, lo scorso 18 ottobre, della rottura con la moglie Cecilia: «Non si è certo trattato della cosa più facile della mia vita».

Sarkozy fa capire d'aver sofferto in silenzio. Se la prende con i giornali che ironizzarono allora sulla coincidenza tra l'annuncio del divorzio e lo sciopero generale dei trasporti (verificatosi sempre il 18 ottobre), come se l'Eliseo avesse voluto sfruttare la situazione per "affogare" le notizie sulla crisi sociale. «Chi ha creduto - dice - che io abbia approfittato della situazione per ottenere un vantaggio politico e sminuire le notizie sullo sciopero non deve aver mai provato in vita sua il dolore di un divorzio», ha detto il presidente alla folta platea di giornalisti, di tecnocrati e di ministri.

Poi Sarkozy insiste su un secondo punto: non c'è stata da parte sua alcuna esibizione del rapporto affettivo con Carla Bruni e nessuno ha chiesto ai giornali di far seguire le sue vacanze da uno stuolo di paparazzi. Insomma, sono stati gli altri a voler parlare della sua situazione sentimentale e non certo lui a volerla esibire. Viene in seguito una stoccata di Sarkozy ai suoi predecessori Mitterrand e Chirac, che avevano frequenti relazioni extraconiugali. L'inquilino dell'Eliseo dice che lui - a differenza degli altri, che accusa di «deplorevole ipocrisia» - agisce nella trasparenza, non nasconde nulla.

In particolare Sarkozy accenna ai viaggi che Mitterrand compì in Egitto «con la sua seconda famiglia» a bordo di un aereo della presidenza della Repubblica. Un modo come un altro per rintuzzare la critica d'aver approfittato di aerei messi a sua disposizione da amici facoltosi (l'imprenditore Vincent Bolloré per il viaggio natalizio in Egitto e il re giordano Abdallah per la puntatine dello scorso weekend ad Aqaba e Petra).

Sarkozy parla apertamente di Carla Bruni e dice: «Tra Carla e me c'è una relazione seria». Aggiunge di aver discusso con la fidanzata prima di trattare questo argomento in conferenza stampa («con Carla abbiamo deciso di non mentire», afferma). Eccolo ripetere che «è una relazione seria», precisando che «la data del matrimonio non verrà fissata dal Journal du Dimanche», ossia dal settimanale (che è peraltro proprietà del gruppo Hachette del suo grande amico Arnaud Lagardère) secondo cui il fatidico "sì" verrà pronunciato il prossimo 9 febbraio. Sarkozy fa capire che le nozze sono comunque imminenti e dice: «È assai probabile che riceverete quell'annuncio a cose fatte».
Dunque tutto è chiaro: Sarkozy sta per sposarsi, ma la cerimonia avverrà in condizioni di assoluta riservatezza.