Sarkozy punta tutto sul voto a Marsiglia

da Parigi

Nel giorno del secondo turno elettorale - i francesi vanno oggi alle urne per eleggere sindaci e amministratori locali - circola la voce di un siluramento eccellente: David Martinon, il giovane e un po' troppo rampante portavoce di Nicolas Sarkozy, avrebbe perso il posto e sarebbe stato trasferito a New York come console generale. Proprio Martinon si era inizialmente presentato come candidato sindaco a Neuilly-sur-Seine, feudo elettorale della famiglia Sarkozy, rassegnandosi poi a farsi da parte dopo uno scontro con Jean Sarkozy, figlio del capo dello Stato. Martinon paga il conto delle gaffe della comunicazione presidenziale a Parigi e di quelle della campagna elettorale a Neuilly, sobborgo chic della capitale.
Passata la giornata di oggi, cadranno altre teste: ci sarà un rimpasto nell'ambiente dei consiglieri presidenziali e cambieranno anche varie poltrone governative. Le dimensioni del duplice rimpasto dipenderanno da quelle della scontata sconfitta del partito al potere: l'Union pour un Mouvement populaire (Ump). Domenica scorsa gli amici di Sarkozy hanno contenuto i danni, scendendo dal 47 al 45% cento dei suffragi sul piano nazionale, riconquistando già al primo turno la città di Bordeaux e rassegnandosi alla riconquista di Lione da parte dei socialisti. Oggi il sindaco uscente di Parigi, Bertrand Delanoë, dovrebbe riconquistare la propria poltrona.
Il vero test sta nella capacità del centrodestra di mantenere a sua volta la carica di sindaco a Strasburgo, a Tolosa e soprattutto a Marsiglia. Chi avrà il sindaco di Marsiglia potrà tirare un grande sospiro di sollievo.
Sarkozy - la cui popolarità è crollata negli ultimi sette mesi dal 67 al 39% - è rimasto in disparte in questa campagna elettorale amministrativa, ma il primo ministro François Fillon s'è impegnato a fondo. Ben 22 ministri si sono candidati a ricoprire cariche locali. Tra essi la guardasigilli Rachida Dati, che oggi verrà eletta sindachessa del VII arrondissement di Parigi. Sempre a Parigi, è tesissima la situazione nel V arrondissement, il Quartiere latino, la cui guida potrebbe essere decisa da una manciata di voti. Nella banlieue «calda» della capitale c'è una sfida altamente simbolica: a Colombes, località ad elevata presenza di immigrati, la ministra dei Diritti umani Rama Yade, che Sarkozy chiama «la mia Condoleezza», è impegnata in una sfida al coltello contro le sinistre.