Sarkozy: ronde e prof-poliziotti

Il presidente francese dichiara guerra alla criminalità I docenti potranno perquisire i ragazzi alla ricerca di armi e droga. Gli insegnanti potranno essere affiancati da volontari e gruppi di genitori

Parigi - Si avvicinano le elezioni e il presidente francese Nicolas Sarkozy rilancia in grande stile il dibattito sulla sicurezza. Certo i motivi d'inquietudine non mancano. Soprattutto nelle scuole, dove nei giorni scorsi sono avvenuti vari incidenti gravissimi. Una professoressa è in ospedale, accoltellata da un allievo dodicenne. Ieri Sarkozy ha convocato all'Eliseo i responsabili delle forze dell'ordine insieme a quelli dei provveditorati agli studi. Sul tappeto un solo punto: contro la violenza giovanile (parole del presidente) «basta con la dittatura buonista». Ormai l'anno scolastico 2008-2009 si avvia al termine e ogni decisione potrà concretizzarsi solo dopo le vacanze. Ma Sarkozy vuol fare in fretta e la sua mente pullula di idee, che l'opposizione liquida come propagandistiche.

Prima idea: attribuire agli insegnanti il diritto-dovere di frugare nelle cartelle degli allievi tutte le volte che abbiano strani sospetti. Per esempio quello di trovare hashish accanto alla merendina. Oppure di scoprire roba rubata, che gli allievi vendono sottocosto. E c'è anche il dubbio che qualche alunno nasconda tra i libri un coltello o persino un revolver. Dubbio legittimo, visto che negli ultimi tempi le armi proprie e improprie sono spuntate come funghi all'interno degli istituti scolastici transalpini. Il ministro dell'Educazione nazionale Xavier Darcos ha ripetutamente denunciato questo fenomeno. Una parte della stampa - a cominciare dal settimanale satirico Le Canard Enchaîné - si è presa gioco di lui, ma il problema della violenza nelle scuole può difficilmente essere ignorato.

Seconda idea di Sarkozy: «santuarizzare» le scuole elementari e medie situate nei quartieri caldi delle periferie urbane, ossia in quelle zone di banlieue che sono divenute tristemente celebri a seguito della rivolta di fine 2005. In poche parole il presidente vuole fare della scuola una sorta di "isola di pace" all'interno di zone ad altissima tensione. Questo risultato può essere ottenuto in vari modi: sensibilizzazione del personale insegnante, aumento della presenza di poliziotti attorno alle scuole e anche istituzione di gruppi di genitori o di cittadini (magari essi stessi ex agenti di polizia) in grado di affiancare le forze dell'ordine. Per adesso Sarkozy evita di precisare le ipotesi che potrebbero realizzarsi concretamente.

Preferisce chiedere formalmente al governo - dunque al ministro Darcos e alla sua collega degli Interni Michèle Alliot-Marie - di preparare un piano d'intervento per la sicurezza degli istituti scolastici, destinato ad entrare in vigore la prossima estate.
Terza idea: lotta senza quartiere alla criminalità, che sta mettendo radici in alcune periferie urbane, oggi particolarmente colpite dalla crisi economica. Sarkozy è stato ieri chiarissimo nel dire che la criminalità è destinata ad aggravare quello stesso dissesto sociale di cui è figlia. In particolare il presidente vuole organizzare una lotta efficace contro il traffico della droga, che sta mettendo rapidamente piede nelle città francesi.

Il rapporto droga-criminalità è testimoniato dalla presenza di bande organizzate sempre più aggressive, come nel caso della gang che questo mese ha inscenato una trappola in piena regola ai poliziotti di La Courneuve, nella regione parigina. Contro questi ultimi sono state sparate raffiche di Kalashnikov, un'arma da guerra in piena regola. Come se la banlieue di Parigi si sia trasformata per una notte nella giungla indocinese ai tempi della guerra del Vietnam.