Sarkozy: sì alla castrazione chimica per i pedofili

Il presidente francese: pene più severe e un «ospedale chiuso» per i recidivi

da Parigi

Nicolas Sarkozy parte in guerra contro la delinquenza sessuale, soprattutto da parte dei pedofili. «Le persone condannate per reati del genere - ha detto ieri il presidente francese - potranno tornare in libertà solo dopo aver scontato la loro pena e dopo essere state riconosciute in condizioni di non minacciare la collettività. Altrimenti dovranno rimanere in istituti appositi, come ospedali “chiusi” o altri centri educativi». Metodi opportuni dovranno essere trovati per neutralizzare le pulsioni pericolose di chi potrà tornare in libertà. Ecco Sarkozy affermare: «Tra quei metodi può esserci anche la castrazione chimica. Le parole non mi fanno paura».
L’atteggiamento dell’Eliseo è durissimo dopo il dramma della scorsa settimana a Roubaix, nella Francia settentrionale, dove il 61enne Francis Evrard - pluricondannato per pedofilia - ha sequestrato e violentato il piccolo Enis, di appena 5 anni. Grazie ai messaggi d’allarme trasmessi in tv il bimbo è stato ritrovato vivo, ma sul suo corpo i medici hanno verificato i segni della violenza. L’opinione pubblica è indignata e Sarkozy ha rilanciato la campagna contro gli sconti di pena in caso di recidiva. Evrard era stato scarcerato il 2 luglio dopo aver trascorso metà della propria vita dietro le sbarre. Ogni volta che usciva, commetteva un nuovo reato sessuale. La cosa incredibile è che il medico della prigione gli avesse prescritto il Viagra dopo la scarcerazione. Ieri Sarkozy ha presieduto una riunione coi ministri impegnati nella lotta alla violenza sessuale: il capo del governo François Fillon e le titolari di Giustizia, Interni e Sanità. Sarkozy ha annunciato che un primo ospedale-prigione per recidivi sarà inaugurato a Lione nel 2009.