Sarkozy sceglie Fillon il premier che lo aiuterà a cambiare la Francia

Nominato il primo ministro Oggi l’annuncio ufficiale della nuova squadra di governo

da Parigi

L’immagine è di quelle che lasciano il segno: due uomini sulla cinquantina fanno jogging in tutta tranquillità, scortati da robuste guardie del corpo, una delle quali porta la maglietta della polizia di New York. Però non siamo al Central Park. Siamo al Bois de Boulogne di Parigi, dove ieri il nuovo presidente francese Nicolas Sarkozy ha voluto condurre l’amico François Fillon subito dopo averlo nominato primo ministro. La foto dei due «atleti» contrasta in modo stridente - e persino un po’ crudele - con quella che i francesi hanno ancora in mente di Jacques Chirac intento a uscire dall’ospedale militare in cui era stato curato qualche mese fa a seguito di un problema cardiovascolare. Da un lato la freschezza e la voglia di rinnovamento, dall’altro un personaggio appena uscito dall’Eliseo per imboccare il viale del tramonto.
Quei gran furbacchioni, che sono i consiglieri di Sarkozy in materia di comunicazione, non si sono fatti sfuggire l’opportunità per dimostrare col linguaggio delle immagini la differenza tra passato e presente della Francia. E prima delle immagini ci sono state le dichiarazioni. «Rispetterò tutti gli impegni che abbiamo preso - ha assicurato il nuovo premier Fillon -: è questo il prezzo del rinnovamento della vita politica». Parole che ricalcano il discorso di insediamento all’Eliseo di Sarkozy. Presidente e premier, insomma, sono una coppia decisa a cambiare la Francia.
Le immagini di ieri non finiscono al Bois de Boulogne. Nella memoria dei francesi resterà impressa la foto della stretta di mano tra Dominique de Villepin, amicissimo di Chirac e primo ministro uscente, e il suo successore Fillon. Il passaggio delle consegne è avvenuto in un’atmosfera di cordialità e di sorrisi, ma la corrente chiracchiana, in seno al partito di centrodestra Ump, si sente emarginata dalle scelte del nuovo presidente della Repubblica. Proprio nel tentativo di evitare polemiche nell’Ump, Sarkozy avrebbe deciso di nominare l’ex primo ministro Alain Juppé, che fu tra i più stretti collaboratori di Chirac, numero due del governo col titolo di ministro di Stato, responsabile per il nuovo dicastero dello «Sviluppo sostenibile». La conferma dovrebbe venire oggi, quando sarà resa nota la lista dei ministri del governo. Su 14 membri di quest’ultimo, oltre lo stesso premier, sette saranno uomini e sette donne. È stata praticamente confermata la nomina del dissidente socialista Bernard Kouchner alla carica di ministro degli Esteri. Kouchner appare l’uomo ideale per rilanciare il dialogo costruttivo col resto dell’Unione europea: sulla Francia pesa l’eredità del referendum del 2005, quando fu respinta la ratifica del trattato costituzionale, e adesso Sarkozy vuole assolutamente ricucire lo strappo.
Il nuovo presidente francese ne ha parlato l’altra sera a Berlino con Angela Merkel, a cui ha voluto dimostrare il proprio rispetto andandola a visitare nel giorno stesso in cui ha assunto il potere. Tra la Merkel e Sarkozy c’erano stati in passato alcuni momenti delicati, dovuti a dichiarazioni rilasciate dal leader francese nel corso della campagna elettorale. Stavolta il rapporto personale sembra rilanciato all’insegna del desiderio di trovare rapidamente un compromesso sul futuro trattato europeo.
Il governo Fillon, di cui si conoscerà appunto oggi la composizione, è in realtà un «ponte» verso le elezioni del 10 e 17 giugno, quando verranno rinnovati tutti i 577 seggi dell’Assemblea nazionale. Sarkozy ha voluto giocare fino in fondo la carta dell’apertura ai suoi rivali politici per giungere in condizioni favorevoli a questa scadenza elettorale. Grazie alla presenza di Kouchner, molti elettori della sinistra moderata potrebbero migliorare la loro opinione sul tandem Sarkozy-Fillon.