Sarkozy in tribunale contro le bambole voodoo: oggi il processo

Il presidente francese affronta il quarto processo in pochi mesi . Chiederà di vietare la vendita delle bambole. Il motivo: violazione del diritto all’immagine. <a href="/a.pic1?ID=300666" target="_blank"><strong>Rachida Dati, nella bufera il Guardasigilli contestato </strong></a>

Non è per superstizione, ma per violazione del diritto all’immagine che il presidente francese Nicolas Sarkozy vuole far ritirare dal mercato le bambole voodoo con la sua immagine. Bamboline di una ventina di centimetri, in vendita su internet a 12.95 euro, con dodici aghi offerti in omaggio dalla casa editrice K&B che da domani rischiano di scomparire, perchè Sarkzoy ne ha chiesto «la cessazione della diffusione».

La richiesta del capo dello Stato francese sarà esaminata oggi pomeriggio con il rito direttissimo dal tribunale di Parigi. L’ azienda che commercializza le bambole ha giudicato «totalmente sproporzionata» la richiesta di Sarkozy, «tenuto conto - osserva in un comunicato - dell’aspetto ludico e umoristico» del giocattolo. Le bamboline voodoo in commercio non colpiscono solo Sarkozy. Ce n’è una anche una in versione Segolene Royal, l’ex candidata socialista alle presidenziali, e la K&B intende ampliare il progetto realizzandone anche di altri politici francesi di primo piano.

Sulla bamboline ci sono iscrizioni che fanno riferimento a frasi controverse pronunciate da Sarkozy, come “feccia” rivolta a giovani della banlieue, o “levati coglione” a un visitatore di una fiera che aveva rifiutato di stringergli la mano. Per la Royal le iscrizioni sono “Viva il Quebec libero” o “Giustizia cinese”, in riferimento a dichiarazioni della socialista sulla “sovranità” della provincia canadese o sulla “velocita” della giustizia cinese. La Royal ci ha riso sopra, ha riferito il suo legale Jean-Pierre Mignard. Sarkozy no. Così alla K&B è stato chiesto il 16 ottobre scorso dall’ avvocato del presidente, Thierry Herzog, di ritirare il prodotto dai punti di vendita, ma l’ azienda non l’ha fatto. È quindi scattata l’ iniziativa legale, che sarà discussa oggi.

È la quarta denuncia di Sarkozy da quando è diventato capo dello Stato: qualche giorno fa ha denunciato per calunnia l’ ex capo dei servizi francese, Yves Bertrand, sui cui appunti c’erano informazioni sulla vita privata del presidente. La prima denuncia era stata presentata nel febbraio scorso contro la compagnia aerea Ryanair che aveva pubblicato, a fini commerciali, una foto della coppia della presidenziale senza autorizzazione. La causa è stata vinta. Sempre a febbraio aveva denunciato il sito “on line” del settimanale Le Nouvel Observateur per la famosa storia del preteso sms all’ ex moglie Cecilia. La denuncia è stata poi ritirata dopo le scuse del giornalista che aveva pubblicato l’ informazione.