Sarkozy va allo scontro con Bayrou: basta insulti e inutili colpi mediatici

da Parigi

A poco più di una settimana ormai dal ballottaggio del 6 maggio per l’Eliseo, Nicolas Sarkozy si dice «il candidato del popolo francese», mentre la sua avversaria, Ségolène Royal, è «la candidata dei partiti e delle combinazioni politiche». Perché - dichiara il candidato neogollista a Clermont-Ferrand, di fronte a migliaia di persone, con l’ex presidente francese Valéry Giscard d’Estaing in prima fila - «sono in corso delle piccole manovre politicanti come al tempo in cui trionfava il regime dei partiti e si sta scatenando il pensiero unico che non sopporta che il popolo rifiuti ormai che si decida al suo posto». Punta il dito contro la candidata socialista Royal, ma è durissimo Sarkozy, senza mai nominarlo, contro François Bayrou, il terzo uomo, che ieri lo ha accusato di «intimidazione e minaccia», per aver cercato - ha detto - di far saltare il dibattito televisivo fra il leader centrista e Ségolène Royal. Che comunque si farà questa mattina.
Sarkozy ha ripetuto che i francesi hanno fatto al primo turno una scelta «con chiarezza», votando per due finalisti. «Non c’è posto al secondo turno dell’elezione presidenziale per l’avventura solitaria - ha affermato -, non c’è posto per i colpi mediatici». Gli attacchi che parlano di uno «Stato Sarkozy», delle sue «pressioni» sui media lo hanno «ferito». Sarkozy parla di «insinuazioni, calunnie, menzogne», di «intolleranza e di arroganza» nei suoi confronti. «Me l’aspettavo, mi ci ero preparato, ma non riesco a essere indifferente alla caricatura che si fa di me», ha detto Sarkozy, citando il caso dell’ex presidente Georges Pompidou: «Lo hanno voluto macchiare, distruggere, attaccando la sua famiglia, attaccando il suo onore. Decisamente - ha commentato il candidato della destra - poche cose sono cambiate nella Repubblica francese». Ma Sarkozy non ci sta e pensa, fra gli altri, ancora a Bayrou. «Quando sento delle persone - dice -, fra le quali si fa fatica a trovare una qualunque superiorità di cuore, d’intelligenza o di carattere, dare delle lezioni, io mi chiedo: che cosa hanno fatto nella loro vita di così ammirevole che permette loro di parlare di me con un tale disprezzo? Lo dico cortesemente, ma fermamente: non lascerò nessuno diffamarmi».
Ma l’amarezza e la rabbia per i velenosi attacchi di Bayrou è mitigata dalla certezza che oltre la metà dei 29 deputati dell’Union pour la démocratie française (Udf), la formazione centrista, voteranno per il candidato della destra. Sono stati gli stessi parlamentari ad annunciarlo dando prova di indipendenza di giudizio rispetto alla posizione che il loro leader, terzo al primo turno con il 18,57% delle preferenze, potrebbe prendere nei prossimi giorni. Bayrou, sinora, non ha dato alcuna consegna di voto, lasciando però intendere che il 6 maggio non sosterrà Sarkozy.
Nel frattempo continuano a uscire sondaggi che danno vincente Sarkozy sulla Royal 52% a 48% al secondo turno. Secondo l’indagine Csa-Cisco, gli elettori che al primo turno hanno scelto Bayrou sarebbero intenzionati a votare il 47% per la Royal, il 35% per Sarkozy, il 18% si asterrebbe. Gli elettori che hanno invece scelto il leader del Fronte nazionale, Jean-Marie Le Pen, voterebbero al secondo turno il 61% per Sarkozy, il 21% per la Royal, mentre il 18% si asterrebbe.