Sarkozy in vacanza sullo yacht: «Non mi nascondo né mi scuso»

Il leader Ump difende l’industriale Bolloré, che lo ha ospitato sul panfilo: «È mio amico da 20 anni». Poi attacca i paparazzi: «Avete affittato aerei ed elicotteri per spiarmi»

da Parigi

«Non vedo dove sia la polemica. Il mio viaggio non è costato un centesimo ai contribuenti. Di che cosa dovrei giustificarmi? D'essermi concesso qualche giorno di vacanza con la mia famiglia?», dice ai giornalisti francesi - accorsi a decine nell'isola di Malta - il futuro presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, 52 anni. Ha l'aria amareggiata. Fa una battuta su «tutto quello che abbiamo passato», alludendo alle sue vicende coniugali, finite sulle prime pagine quando la moglie Cecilia era parsa voltargli le spalle. Acqua passata. Adesso è l'azzurro del Mediterraneo a contare, almeno per un pugno di ore.
Sarkozy è volato via da Parigi lunedì mattina a bordo del jet privato dell'uomo d'affari Vincent Bolloré, 55 anni. Lo ha fatto in gran segreto, mentre alcuni giornali sparavano da furbetti la «notizia» secondo cui il presidente eletto sarebbe andato a ritirarsi «in un convento». Alla faccia del convento, Nicolas e Cecilia Sarkozy si sono trovati, insieme al loro figlio Louis, a bordo dello yacht di Bolloré, ancorato nelle acque maltesi. Un giocattolino che potrebbe essere affittato a 200mila euro la settimana.
Tanto è bastato agli sconfitti delle recentissime elezioni per scatenare una campagna astiosa nei confronti di Sarkozy. «È uno scandalo, un'indecenza!», dice l'esponente socialista Vincent Peillon. «Lui va in barca e noi remiamo», commenta un dirigente sindacale. Per il quotidiano di sinistra Libération, Sarkozy ha scelto la via dell'esibizione della ricchezza. I media si sono divisi tra impallinatori e giustificazionisti del futuro presidente e delle sue brevi vacanze maltesi. Tutti, però, hanno inviato un giornalista a Malta.
Ieri mattina, nel bel mezzo di una passeggiata sull'isola, Sarkozy ha tenuto una conferenza stampa tra il verde e il mare e in quell'occasione si è appunto chiesto dove mai possa essere la polemica. «Vincent Bolloré è un amico di vent'anni. È un uomo d'affari di successo, che non deve le proprie fortune a rapporti con lo Stato francese. È uno di quegli uomini d'affari che creano posti di lavoro grazie alla loro iniziativa e al loro dinamismo, permettendo così alla Francia di progredire», ha detto di fronte ai microfoni della stampa e alle telecamere delle principali reti nazionali. Poi ha fatto un piccolo elenco di imprenditori esemplari, citando accuratamente sia Bernard Arnault che François Pinault (tra i quali ci sono molte differenze e anche una buona dose di rivalità personale, ma che hanno in comune la simpatia per il futuro inquilino dell'Eliseo).
Infine Sarkozy se l'è presa coi paparazzi, a cui ha detto: «Che cosa avreste fatto se io fossi andato a riposarmi in un normalissimo albergo? Mi avreste lasciato tranquillo? Persino su quello yacht sono stato spiato. Avete affittato aerei ed elicotteri per seguirmi e fotografare in ogni momento me e la mia famiglia». Pur con qualche sorriso di circostanza, il futuro capo dello Stato ha dimostrato d'aver ritrovato la forma fisica e la vecchia combattività. Forse l'aria di mare fa bene alle ghiandole che secernono la grinta, di cui Sarkozy avrà bisogno per fronteggiare le proteste dei suoi oppositori. Proteste verbali, ma anche auto incendiate nottetempo da bande di teppisti in alcune città transalpine. Per fortuna queste forme di violenza stanno comunque stemperandosi di fronte al massiccio impegno delle forze dell'ordine.
Ieri sera Sarkozy ha fatto ritorno a Parigi, dove in mattinata aveva avuto luogo l'ultimo consiglio dei ministri dell'epoca di Jacques Chirac. Il futuro presidente, che entra in carica il 16 maggio, aveva in tasca la lista di massima dei membri del prossimo governo. La quadratura del cerchio procede rapidamente, anche se gli interessati hanno la bocca cucita. Primo ministro sarà con ogni probabilità François Fillon. Ministri saranno sette uomini e sette donne.