Sarkozy verso l’India ma New Delhi non sa come «classificare» la Bruni

L’ex modella «non è una moglie» e quindi crea problemi di protocollo

da Parigi

Il presidente Nicolas Sarkozy ha un problema diplomatico da risolvere se - come affermano i soliti beninformati - vuol portare con sé la fidanzata Carla Bruni nel corso della visita ufficiale che compirà in India a partire dal prossimo 24 gennaio. A New Delhi, dove non si scherza col protocollo, ci si chiede quale ruolo il capo dello Stato francese assegnerà all'amica del cuore, nel caso in cui decida appunto di averla al proprio fianco anche nella missione asiatica. Se si trattasse di una “first lady”, bisognerebbe assegnarle un determinato posto a tavola e un ruolo di primissimo piano nei ricevimenti e in tutte le altre cerimonie ufficiali. Se, invece, Carla Bruni fosse classificata quale semplice “membro della delegazione” - come gli addetti stampa, i consiglieri e gli interpreti - allora il suo posto sarebbe per forza di cose diverso e certamente meno rilevante.
L'agenzia indiana Pti ha espresso le proprie preoccupazioni per quello che viene considerato come un delicato dilemma diplomatico. Il quotidiano The Indian Express si è eccitato al punto di consacrare all'argomento un articolo in prima pagina. Vi si sostiene che «una compagna non può essere considerata come una moglie». Comunque pare che gli indiani esigano di dare un'etichetta a ogni membro della delegazione in arrivo da Parigi. Compresa la bellissima ex modella italiana, che forse - proprio per questa ragione - sarà costretta a rinunciare al viaggio indiano e all'immancabile cavalcata a dorso d'elefante.
In attesa degli elefanti, la coppia più “in vista” d'Europa s'è accontentata ieri dei cammelli. Nicolas Sarkozy e Carla Bruni sono in Giordania per il week-end, su invito del sovrano hascemita Abdallah, che ha mandato il suo aereo privato a prenderli a Parigi venerdì pomeriggio per trasportarli nella località balneare di Aqaba. Ieri la coppia è giunta in un elicottero giordano al meraviglioso sito archeologico di Petra (dove la temperatura era inferiore a quella di Parigi), compiendo nell'occasione un giretto in cammello. L'atmosfera era molto distesa e le polemiche politiche sembravano davvero lontane migliaia di chilometri. Sarkozy ha portato in spalla il bambino di Carla Bruni e non si è sottratto alla curiosità dei giornalisti né agli scatti dei fotografi (che hanno trascorso ore ed ore ad attendere l'arrivo della coppia, accompagnata dalla signora Dina Kawar, ambasciatrice giordana a Parigi).
Un giovane turista francese ha sgomitato per avvicinarsi al presidente, che gli ha fatto un autografo di fronte alle telecamere. Benché il viaggio di Sarkozy in Giordania abbia un carattere strettamente privato, il presidente ha discusso con re Abdallah sui principali temi dell'attualità mediorientale e in particolare sulle relazioni israelo-palestinesi. A Parigi le fonti dell'opposizione di sinistra continuano a criticare il presidente per la sua propensione ad accettare passaggi aerei, offerti da amici facoltosi: a Natale la coppia Sarkozy-Bruni s'è recata in Egitto sul jet dell'imprenditore francese Vincent Bolloré e stavolta il viaggio è avvenuto a bordo di mezzi dello Stato giordano. L’8 gennaio Sarkozy terrà all'Eliseo la sua attesissima conferenza stampa e in quell'occasione risponderà presumibilmente a ogni contestazione.