Via Sarpi, 20 colpi sul vertice in Comune

«Una cosa pazzesca. Ero in un’officina lì vicino e ho sentito i colpi. Tanti, tantissimi colpi. Bum, bum, bum, non finivano più». Paolo Massari, giornalista e consigliere comunale di Fi, era nel classico posto sbagliato al momento giusto. Testimone oculare di uno scontro a fuoco in pieno giorno e in pieno centro che Milano non vedeva da anni. «Cera gente che piangeva, una signora anziana e due ragazzi terrorizzati con ancora negli occhi una scena incredibile. I due killer giovanissimi che svuotano i caricatori addosso ai due coetanei e poi, come se niente fosse, rimettono le pistole in tasca e scappano. La polizia arriva immediatamente, ma di loro non c’è già più traccia. Anche l’ambulanza. Uno lo danno subito per spacciato, con l’altro tentano di rianimarlo. Ma non c’è niente da fare. L’incredibile è che lì intorno C’erano anche i bambini che tornavano da scuola. Solo per un caso non è stata una strage. Se ci capisco qualcosa non è mafia cinese. Loro stanno attenti a non scoprirsi. Purtroppo sono bande di giovani locali impossibili da tenere sotto controllo».
Due morti ammazzati che rischiano di spezzare il tenue filo del dialogo che Palazzo Marino sta cercando di tessere tra la comunità cinese e i residenti italiani.(...)