Via Sarpi, indagati Di Martino e sette cinesi

Nei video della rivolta di Chinatown ripreso anche il consigliere di An, accusato di aver "sobillato" i ribelli. Lui si difende: "Io? Ma se ho aiutato i vigili".

Sette cinesi e il vicepresidente del consiglio comunale Stefano Di Martino, quest’ultimo da sempre «vicino» alla comunità di via Paolo Sarpi. Nomi contenuti nelle informative consegnate nei giorni scorsi dalla Digos e ieri dalla polizia municipale alla Procura dopo gli scontri che giovedì 12 hanno infiammato la Chinatown milanese.
Volti ripresi dalle telecamere che hanno immortalato gli attimi di guerriglia urbana, le prime persone ad essere state identificate e a finire nel registro degli indagati. Le accuse, per i cittadini cinesi, sono di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento. Per Di Martino, invece, le ipotesi di reato sono di lesioni, intromissione in atti d’ufficio (il consigliere di An, infatti, avrebbe cercato di togliere le manette a uno dei fermati), e istigazione a delinquere .