Sarpi pedonale, i lavori slittano al 2010 Fra un anno il via ai cantieri per l’isola. I grandi marchi della moda pronti a rilevare i fondi dei cinesi Tornano i taxi: stazioni vicino alla «zona rossa». Da fine mese residenti gratis sulle strisce blu del

Le grandi marche cominciano a crederci. E sono pronte a scommettere sulla futura «isola» di via Sarpi. Benetton, Prenatal, una nota marca di oggetti per la casa stanno prendendo informazioni sugli spazi lasciati liberi dai grossisti cinesi per aprire bottega a Chinatown. Una settantina di negozi all’ingrosso hanno già rinunciato a combattere contro le nuove regole della ztl scattate lo scorso 17 novembre e si sono trasferiti a Lacchiarella, qualche altra decina ha traslocato alla Bovisa, al Gratosoglio o ad Ozzero, nell’hinterland. «Non è di massa - ammette il vicesindaco Riccardo De Corato -, ma l’esodo c’è, e vuol dire che la zona a traffico limitato sta raggiungendo lo scopo». Piuttosto, la valanga di multe: 200 al giorno nelle strade limitrofe, da viale Elvezia a via Messina, anche se i residenti vorrebbero un pugno ancora più duro perché «bisogna punire il carico-scarico fuori dagli orari consentiti - afferma il portavoce di Vivisarpi - o il problema sarà solo spostato a pochi metri da via Sarpi», mentre De Corato frena. Duecento al giorno vuol dire 6mila contravvenzioni al mese solo fuori dalla ztl, e in via Sarpi le 5 telecamere «stanno registrando un numero molto elevato di multe» quindi «dobbiamo anche stare attenti a non esagerare». Ieri il tavolo tra gli assessori alla partita - De Corato, Bruno Simini per i Lavori pubblici, Giovanni Terzi per le attività produttive, Maurizio Cadeo per l’arredo urbano e Edoardo Croci per la Mobilità -, Unione del commercio e Vivisarpi si è chiuso con la rottura da parte dei commercianti cinesi e parte degli italiani rappresentati dall’Ales, che accusano il Comune di ascoltare «solo i residenti di Vivisarpi». Rimbalzata infatti sia la richiesta di un’ora in più per il carico-scarico sia il reintegro dell’autobus 43. Ma è stata vista di traverso dai commercianti ribelli anche la concessione ai residenti di parcheggiare gratis nelle strisce blu quando, tra una quindicina di giorni, scatterà il divieto anche per loro lungo via Sarpi. Mossa necessaria per poter piazzare i dehors: finora nessuno ha chiesto ufficialmente il permesso, ma l’Unione del commercio garantisce che 24 bar e ristoranti sono interessati. A questo punto però, visto che serve un mese per l’autorizzazione, non si vedranno i tavolini all’aperto prima di metà aprile.
Verso una soluzione il problema del divieto ai taxi, un boomerang anche per i residenti: verranno predisposte aree di sosta agli estremi di via Sarpi (in piazza Baiamonti e largo Gadda) e punti «kiss and ride», dunque con salita veloce, ad alcune intersezioni. Si allungano però i tempi per l’isola definitiva: tra 15 giorni Cadeo e Simini illustreranno il progetto («con panchine, verde e illuminazione ad hoc») ai residenti, ma tra la gara e la volontà di non rovinare ai negozianti gli affari di Natale e i saldi, invece che a novembre l’apertura dei cantieri slitta a febbraio 2010, fine prevista autunno 2011. Angelo Ou, portavoce dei grossisti, assicura: «Quando Sarpi sarà isola molti trasformeranno le attività in negozi, ristoranti, bar, magari metteremo due leoni all’ingresso di via Sarpi. Ma se l’obiettivo era allontanare i cinesi, sarà un flop».