Sarpi, da settembre diventa isola pedonale

Rivoluzione a Chinatown, ma per ora i grossiti cinesi restano. Quattro telecamere a sorvegliare gli accessi, passaggio consentito solo ai residenti che hanno un posto auto (e forse solo nel proprio isolato), off limits taxi e tram e carico e scarico consentito due, massimo tre ore al giorno

Un punto fermo nella caotica telenovela che gira intorno a Chinatown. Da settembre, via Sarpi non diventerà zona a traffico limitato. Di più. Quasi un’isola pedonale tout court, con 4 telecamere a sorvegliare gli accessi, passaggio consentito solo ai residenti che hanno un posto auto (e forse solo nel proprio isolato), off limits taxi e tram e carico e scarico consentito due, massimo tre ore al giorno. È la soluzione che sognavano i residenti ma anche quei commercianti pronti alle barricate contro la ztl. Se l’obiettivo è rendere la vita dura ai grossisti per convincerli a traslocare, la strategia si presenta bene. Anche se ieri, alla riunione convocata a Palazzo Marino dal vicesindaco Riccardo De Corato e dagli assessori Carlo Masseroli e Tiziana Maiolo col console cinese a Milano Zhang Limin, i presidenti di zona 1 e 8 Unione del commercio, residenti dell’associazione ViviSarpi, commercianti delle comunità italiana e cinese, è sembrato sempre più chiaro che la delocalizzazione è una questione che i cinesi non hanno alcuna fretta di chiudere.

«C’è un’ipotesi concreta, percorribile e attuabile che è quella di via dei Missaglia - ha ricordato in mattinata il sindaco Letizia Moratti -. Ci auguriamo che sia questa la scelta». Quell’Asian Trading Center al Gratosoglio presentato la prima volta a febbraio dagli imprenditori Angelo Ou e Luigi, un centro commerciale dell’ingrosso che poteva essere la svolta per il trasloco da Sarpi. Poi, il dietrofront a marzo e nei giorni scorsi un’apertura a riprendere in mano il progetto. «I grossisti fanno i furbi - afferma senza mezzi termini l’assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo -. Abbiamo proposto un tavolo tecnico su via dei Missaglia, ma sono irremovibili, non vogliono andarci e prendono tempo. Ma a settembre partirà l’isola in via Sarpi e saranno costretti a lasciare la zona».

Simona Hu, portavoce della comunità cinese, assicura che «i grossisti sono disposti ad andarsene al cento per cento, ma non vogliono dividersi. La soluzione del Gratosoglio non va bene perché c’è troppo traffico e non basta a ospitare tutte le attività». Spunta un progetto a Locate Triulzi, ma «i capannoni devono ancora essere costruiti e ci vorranno due anni». Il Comune però non aspetta, da settembre è linea dura. «Informerò la comunità e vedremo quali provvedimenti prendere», afferma Ou. L’assessore all’Urbanistica Masseroli assicura che «più alternative ci sono meglio è, sul tavolo ci sono Lacchiarella, Locate, Monza. A Milano esiste solo l’area di via dei Missaglia, abbiamo chiarito una volta per tutte che via Ripamonti è impossibile perché è area agricola». Il console garantisce sulla «buona volontà dei cinesi di traslocare, ma ci vuole pazienza. L’isola pedonale? Credo che anche i commercianti italiani siano contrari».

De Corato detta invece tempi che porteranno ai cantieri per la pedonalizzazione vera e propria, senza marciapiedi e con adeguati elementi di arredo urbano. Da settembre, via alla versione soft. «I commercianti potranno allestire fioriere, tavolini e sedie davanti ai locali. Le telecamere saranno spente solo 2-3 ore per consentire il carico e scarico. In autunno metteremo a bilancio 4-5 milioni di euro per finanziare il progetto dell’isola, a gennaio faremo la gara pubblica e dalla primavera via ai lavori, che finiranno nel 2011». Nel frattempo, «offriamo il nostro aiuto ai grossisti perché trovino una soluzione, ma abbiamo già portato pazienza un anno e non aspetteremo oltre per riqualificare la zona». Soddisfatto il portavoce di ViviSarpi Pierfranco Lionetto: «Mi sembra un primo passo verso la rinascita complessiva della zona. Anche se sulla delocalizzazione ci sono difficoltà». Divise invece le posizioni dei commercianti: erano tutti contrari alla ztl, ma la versione di quasi-isola piace all’Unione del commercio e all’associazione dei dettaglianti Sarpi Doc, mentre l’Ales (associazione liberi esercenti Sarpi) vorrebbe che nulla cambiasse, «non vogliamo neanche l’isola pedonale, per la nostra zona sarà la morte del commercio».