Il satellite Nasa «snobba» l’Italia e cade nel Pacifico

Il satellite Uars che avrebbe potuto esplodere sopra l’Italia nella notte tra venerdì e sabato, è entrato nell’atmosfera nei cieli sopra l’oceano Pacifico. Lo ha comunicatore il Centro per le operazioni spaziali dell’Air Force Usa e la Nasa. Hanno spiegato che questo non significa che i frammenti di metallo siano caduti nell’oceano.
Secondo le agenzie, il veicolo spaziale è entrato nell’atmosfera tra le 23.23 e l’1.09 locali, le 5.23 e le 7.09 italiane della notte di venerdì. Prima della caduta dello Uars nessuno è mai stato colpito da un frammento spaziale e la Nasa ha previsto che non sarebbe accaduto neppure questa volta. Ha stimato le probabilità che potesse accadere a una su 3.200. La probabilità di una singola persona di essere colpita è stata invece calcolata in una su 22 trilioni, dato che sulla Terra vivono ormai 8 miliardi di persone. Intanto, tra psicosi e «simulazioni», sono state centinania le telefonate alla protezione civile e i finti avvistamenti di frammenti segnalati alle forze dell’ordine in Italia nella notte di venerdì. Ad oggi sono oltre 22.000 i rottami spaziali di tutte le dimensioni che ruotano nell’orbita terrestre con una velocità di oltre 28 mila km all’ora, secondo il «censimento» più recente. È la cosiddetta spazzatura spaziale, costituita da vecchi satelliti ormai fuori uso e da quelli ridotti in particelle dal rientro nell’atmosfera.