Tra satira e orgia le femmine prendono il potere

Serena Sinigaglia affronta la sfida di rappresentare «Le donne a parlamento» di Aristofane Un successo che fa ben sperare per il futuro del nostro teatro

Dopo la saga tragica delle Troiane, Serena Sinigaglia affronta la tremenda disfida di mettere in scena Le donne a parlamento. Perché tremenda, ci si chiederà. Dimenticando che la gioiosa farsa accelerata di Aristofane rappresenta, per qualsiasi regista, qualcosa di più e di meno di un rebus dai nodi tanto complicati da scoraggiare chiunque voglia giungere al dominio della brulicante materia. Comincia infatti come un vivacissimo apologo sulla libertà di parola caduta in disuso ad Atene dopo la rovinosa sconfitta della guerra del Peloponneso quando, incalzate con furia iconoclasta da Prassagora, le donne decidono di recarsi a parlamento. Armate di barbe posticce e di ventri prominenti, dopo aver assunto l’identità dei coniugi rimasti a ronfare nel letto, le femmine ateniesi votano all’unanimità una legge che consenta loro l’assoluto controllo della città-Stato. E riescono magnificamente nel loro intento anche se il sogno della comunione dei beni e dell’amore subisce una vistosa incrinatura quando, prescritta all’uomo la soddisfazione delle vecchie prima di passare al connubio con le giovani, le signore sono obbligate a scontrarsi con l’analogo ricatto dei signori in una resa a condizione che minaccia di privarle del bene prezioso del sesso.
A complicar le cose ci si mette lo stesso Aristofane che, per quanto abile nel reggere i fili dell’abnorme compagine, preferisce glissare sui contenuti a beneficio del ludus comico allo stato puro. Cosa può fare allora un regista per superare l’impasse? La Sinigaglia, ribaltando l’equazione ronconiana dei bei tempi di Utopia raduna un impressionante defilè di tavoli, cattedre e banchi sui quali, arrampicate come dei gatti famelici, le eroine della sua nuova utopia battono la grancassa di un gineceo in assetto di combattimento contro la franante cittadella dei maschi. E mescola sovranamente le carte con accortezza sbalorditiva tramutando l’intera commedia in un orgiastico banchetto di voci, suoni e gesti in libertà ben prima dell’agape finale. In uno stupefacente assolo di bravura di tutta la compagnia che fa ben sperare per il nostro teatro.

LE DONNE A PARLAMENTO - Elaborazione da Aristofane, Piccolo Teatro di Milano. Regia di Serena Sinigaglia. Ravenna, Teatro Alighieri, fino a domenica.