Satira sgradita su calciatori Teheran minaccia Berlino

«Ti uccideremo»: il vignettista tedesco vive ora sotto scorta

Salvo Mazzolini

da Berlino

C’è un nuovo Paese nel mirino degli estremisti iraniani. Ed è la Germania. Proteste davanti all’ambasciata tedesca a Teheran con lanci di sassi e bottiglie molotov, insulti della stampa contro la cancelliera Angela Merkel, cortei di studenti che gridano «Germania a morte», «Germania fascista e serva dei sionisti», «Germania americana, vergogna». Come nel caso delle proteste contro la Danimarca, a scatenare la rabbia degli iraniani contro i tedeschi è una vignetta. Ma questa volta la religione non c’entra, c’entrano i campionati mondiali di calcio che si terranno in giugno in Germania.
Immaginando un incontro tra iraniani e tedeschi, un quotidiano berlinese, il Tagesspiegel, ha raffigurato i calciatori delle due squadre vestiti entrambi in tenuta di guerra anziché in tenuta sportiva. Ma mentre i tedeschi indossano la divisa militare, gli iraniani sono presentati come terroristi con tanto di cintura esplosiva intorno al corpo come usano i kamikaze. Apriti cielo. A guidare le proteste a Teheran sono stati gli studenti vicino al gruppo paramilitare Basidsch (i volontari) che solo per l’intervento della polizia non sono riusciti ad entrare nell’ambasciata tedesca.
Una protesta non organizzata direttamente dal regime ma che il regime approva. Come dimostra il fatto che la vignetta incriminata è stata ripetutamente esibita alla televisione iraniana come offesa all’orgoglio nazionale preparando così il terreno per i risentimenti antitedeschi. E a Berlino è sceso in campo anche l’ambasciatore iraniano che ha inviato una nota di protesta al giornale chiedendo le scuse. Ma la storia non finisce qui. L’autore della vignetta, Klaus Stuttmann, ha ricevuto oltre a una valanga di insulti via e-mail da cittadini iraniani anche parecchie minacce di morte. Tanto che ha dovuto abbandonare il suo alloggio ed è stato trasferito in una località segreta dove è sotto la protezione della polizia.
Quanto al direttore del Tagesspiegel, Gerd Appenzeller, ha detto che non intende scusarsi perché la libertà di stampa in Germania è sacra e la vignetta intendeva solo sintetizzare in chiave satirica lo stato dei rapporti tra Berlino e Teheran dopo le ultime tensioni sul futuro di Israele e sulle ambizioni nucleari dell’Iran. Due questioni sulle quali la Merkel ha assunto una posizione di rigorosa fermezza che non è piaciuta a Teheran. Su Israele, in risposta alle minacce dell’Iran di cacciare gli ebrei dal Medio Oriente, la Merkel ha detto che la Germania non avrà nessuna tolleranza per chi non accetta lo Stato ebraico.
Sulla controversia nucleare con l’Iran, la cancelliera non esclude il ricorso all’opzione militare se falliranno i tentativi diplomatici. La vignetta ha solo peggiorato uno scontro destinato a continuare e ad allargarsi.