La satrapia

Che disastro! Sei fatto
per cose grandi e belle
e hai sempre questa sorte infame
che coraggio e successo ti rifiuta;
hai consuetudini vili come intralcio,
meschinità, indifferenze.
Ed è tremendo il giorno che ti arrendi
(il giorno che rinunci e che ti dai per vinto)
e ti metti in cammino verso Susa
per andare a trovare il re Artaserse,
che benigno ti accoglie alla sua corte
e ti offre satrapie e favori.
E tu le accetti con disperazione
queste cose di cui non sai che farti.
Ben altro chiede l’anima, per altre cose piange:
per le lodi del popolo e dei Saggi,
i preziosi e difficili consensi;
e l’Agorà, il Teatro, le Ghirlande.
Come può darti tutto ciò Artaserse?
La satrapia può darti queste cose?
E senza queste, me la chiami vita?