Per Saviano il Nord è spazzatura

No, Saviano, non è cosa e’ niente. Ho sentito i camion scaricare di notte pattumiere di veleni nella mia terra. Ho visto troppa gente nel mio paese morire di malattie nuove e misteriose. Il mio cimitero è una Spoon River di fanghi tossici e tra quei nomi c’è anche mia madre. Ho letto le carte delle Asl che parlano di valori anomali per tumori e leucemie. Ho toccato la rassegnazione di chi vive a Sud del Liri, lì dove un tempo correva la nostra Mason&Dixon, la linea che divide il Nord dal Sud. Ho sentito la puzza della camorra bussare ai confini della mia valle. Non è cosa e’ niente.

Solo che nel 2010 non possiamo continuare a tirare fuori la vecchia scusa. Sono stati i piemontesi, i Savoia, i fascisti, i lùmbard, i veneziani, i barbari, gli yankee, i marziani. Tutti tranne che noi. Ma davvero tu pensi che la questione meridionale si risolva dicendo che il Nord è spazzatura? Sono loro i bastardi. Sono loro gli untori. Sono loro, i capitalisti, che hanno infettato l’anima, la terra e le bestie del Mezzogiorno. Mi sembra un pregiudizio al contrario. La monnezza qui arriva da tutte le parti, clandestina e maledetta. Ma siamo noi che gli apriamo le porte. Siamo noi che ce ne fottiamo, che chiudiamo gli occhi, che diciamo vabbè. Sono i nostri amministratori che se ne fregano del domani: nel posto dove d’estate scendono gli orsi cosa può fare un po’ di fame chimica?. Siamo noi che ci mettiamo i soldi nel portafogli. Tanto quello che non strozza ingrassa. I signori che tu conosci, gli infami della camorra, non parlano bergamasco. Hanno le nostre facce. Stanno qui da una vita e si sono messi la giacca e aprono discoteche che durano una notte, riciclano la puzza e la rendono oro. Ma è gente del Sud, maledettamente del Sud.

Non sarà l’odio verso il Nord a salvarci. Non ci basta più riesumare la questione meridionale, cantare i canti dei briganti e alzare la bandiera del Sud innocente e tradito. È solo un altro muro buono a spaccare questo straccio d’Italia. Scusami, ma voglio prendere il treno fino a Milano e poi il giorno dopo tornare giù, senza frontiere. Tu dici che i nostri contadini sono stati strozzati dai supermercati nordisti. È per questo che hanno svenduto la terra e le mele agli sciacalli della spazzatura. Lassù, però, la terra l’hanno difesa e le mele sono un marchio di qualità. Magari i fessi siamo noi e i saggi loro.
Non è cosa e’ niente. E se tutto quello che dici è vero allora non ci resta che una strada. Pretendiamo, subito, adesso, il federalismo. Non malediciamo il Nord. Non spezziamo l’Italia. Ma facciamo il Sud. Senza scuse e capri espiatori.