Savona, i tarocchi potrebbero svelare il nome dell’assassino

Felix Lammardo

da Savona

Nuovi retroscena nell'omicidio di Cristina Moro, l'ex segretaria amministrativa dell'Asl ritrovata senza vita nella sua abitazione savonese dagli agenti della squadra mobile. La cinquantacinquenne, ritratta da chi lo conosceva come una persona schiva e riservata, aveva la passione per i tarocchi, forse un hobby che sarebbe potuto diventare qualcosa di più visto che recentemente aveva pubblicato annunci sui giornali per procacciarsi clienti in cerca di assistenza cartomantica. Figlia di un orefice molto conosciuto, poteva contare su un ingente patrimonio di famiglia. Ma, da quanto si è appreso nelle ultime ore, la passione per gli investimenti in Borsa ed il gioco del lotto ne stavano minando le fondamenta. Nonostante godesse di una situazione finanziaria di tutto rispetto, le recenti puntate nelle ricevitorie savonesi e la perdita di denaro al lotto erano diventate un'ossessione: si era rivolta ad un legale per recuperare oltre trecentomila euro, che diceva le spettassero di diritto. Se la prendeva con chi le consigliava numeri sfortunati. Numerologia e cartomanzia, due elementi nuovi e misteriosi per far luce sul vissuto di una donna che viene ricordata da tutti come tranquilla e prudente. L'immagine della signora affetta da un deficit alla vista sempre a spasso con il cagnolino nei giardini di Piazza del Popolo.
Lunedì, tutt'altra immagine: riversa sul letto in slip e maglietta, senza vita da 48 ore. Uccisa, dirà l’autopsia, da un uomo che stava di fronte a lei, che era seduta sul letto: un uomo cioè che lei probabilmente conosceva bene. Cristina Moro è stata trovata dagli agenti della squadra mobile con la testa in una pozza di sangue e il naso fratturato. La porta d'ingresso dell'alloggio non presentava segni di effrazione, il televisore era acceso a tutto volume e una cassetta con tremila euro e goielli era ancora lì a fare bella mostra di sé sul luogo del delitto. Il killer forse ha voluto mettere a soqquadro l'appartamento per depistare le forze dell'ordine. Ha frugato in camera da letto e nell'attiguo salotto, ma non si è inoltrato nelle altre stanze. «Un comportamento anomalo» dicono gli investigatori, «per chi è a caccia di valori». Gli inquirenti scavano nel passato e nelle relazioni, stabili ed occasionali, della vittima: l'ipotesi più accreditata è che ad uccidere la cinquantacinquenne sia stata una persona conosciuta. E stanno interrogando amici e parenti. È stato ascoltato l'ex marito, G.V., appena ritornato dalla Francia dove era andato a praticare pesca d'altura; divorziati da una decina d'anni, i due si sentivano ancora qualche volta per telefono. È stato anche interrogato un gioielliere savonese che comparirebbe come erede universale nell'ultimo testamento della vittima, un uomo con cui Cristina Moro aveva rapporti d'affari da sei anni ma che risulta del tutto estraneo al fatto di sangue.
Per ora, in Procura bocche cucite sulle testimonianze rese e si va avanti con le indagini. L'autopsia eseguita dal dottor Marco Salvi di Genova su incarico del procuratore capo di Savona Vincenzo Scolastico (che è assistito nell'inchiesta dal suo vice Giovanni Battista Ferro) ha dimostrato che la morte è avvenuta sia a causa delle cinque coltellate (quattro al collo e una al torace) subite dalla donna, sia alla stretta del laccio ricavato da un cordino da tenda, che l’assassino ha usato per soffocare la sua vittima.
Intanto si attendono anche i risultati della scientifica: i reperti raccolti sulla scena del crimine, tra cui un coltello da cucina macchiato, potrebbero chiarire molti aspetti del caso. Gli esperti della polizia accorsi lunedì nella palazzina in via Guidobono, al centro di Savona, hanno anche impiegato metodologie d'avanguardia, come il «Crime Scope», capace di individuare impronte digitali, macchie di sangue o altre tracce biologiche non rilevabili ad occhio nudo. Una soluzione al giallo potrebbe arrivare grazie alle nuove tecnologie.