Savona litiga sul gettone dei consiglieri

I costi della politica fanno litigare le opposizioni del Comune di Savona. I consiglieri Daniela Pongiglione, esponente del cartello elettorale Verdi-Noi per Savona, e Milena De Benedetti, capogruppo del Movimento 5 Stelle, al momento della formazione delle tre commissioni consiliari hanno chiesto alla maggioranza di diminuire il gettone di presenza, che oggi ammonta a 50 euro. Una battaglia che non ha trovato però l'appoggio del centrodestra: «Possiamo parlarne ma non è questo il problema - ha affermato durante il consiglio la capogruppo del Pdl Ileana Romagnoli - a noi sta a cuore la partecipazione a queste sedute che sono il cuore della discussione politica. Bisogna puntare sulla qualità degli interventi e non sulla quantità».
Più duro l'ex An Alessandro Parino: «È solo demagogia, l'antipolitica cominci a pensare alla sostanza più che alla forma». La maggioranza, nel tentativo di arginare una possibile polemica sui giornali, ha promesso che se ne discuterà. Parecchi mal di pancia nel Pd a causa della diminuzione volontaria del numero di consiglieri da destinare nelle commissioni per lasciare spazio ai colleghi «monogruppo», sacrificio che ha dovuto affrontare anche il Pdl: «Non è stato facile rinunciare a posti che ci spettano di diritto - ha dichiarato il democratico Giovanni Carlevarino - ma abbiamo voluto accogliere le richieste di Verdi e grillini».
La riduzione delle commissioni consiliare da cinque a tre, come disposto dalla legge Brunetta, ha permesso di accorpare argomenti di discussione similari che nello scorso mandato restavano separati, come ad esempio i lavori pubblici all'urbanistica.
Bocciate le richieste del Movimento 5 Stelle di cambiare due articoli del regolamento: la prima mozione riguardava l'obbligo di lasciare la presidenza di almeno una commissione alla minoranza, la seconda consisteva in una ulteriore riduzione nella composizione nominando un unico esponente per tutti i gruppi il cui voto pesasse proporzionalmente al risultato conseguito alle elezioni.
Ammesse nuovamente le riprese dei grillini anche se il presidente ha specificato che dalla prossima convocazione la richiesta dovrà pervenire almeno due giorni prima, in modo tale da informare il pubblico della presenza delle telecamere con appositi cartelli.